L’Ong Mediterranea denuncia lo spionaggio: "Operazione degna di un regime"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’organizzazione non governativa Mediterranea, da anni impegnata nel soccorso civile in mare, accusa i servizi segreti italiani di aver condotto un’operazione di sorveglianza illegittima ai danni dei suoi attivisti, utilizzando lo spyware Graphite prodotto dall’azienda israeliana Paragon Solutions. "È stato smascherato un sistema degno di un regime", ha dichiarato l’Ong, sottolineando come la pratica, seppur formalmente legale, colpisca oppositori politici e giornalisti in modo arbitrario.

Le rivelazioni, emerse durante l’audizione del sottosegretario Alfredo Mantovano davanti al Copasir il 25 marzo, hanno confermato ciò che circolava da settimane: l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise) ha monitorato figure come Luca Casarini, Beppe Caccia e don Mattia Ferrari, ritenendole una minaccia per la sicurezza nazionale. Mantovano, che ha la delega ai Servizi, ha di fatto smentito le precedenti versioni del governo, ammettendo l’utilizzo del software.

Resta però un interrogativo irrisolto: chi ha spiato Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, con lo stesso sistema? Se nel caso di Mediterranea il mandato è stato attribuito all’esecutivo, le circostanze che hanno portato alle intercettazioni del giornalista non sono ancora chiare.

"Li abbiamo beccati con le mani nel sacco", ha aggiunto l’Ong, denunciando una strategia volta a silenziare critici attraverso strumenti riservati alle indagini su criminali e terroristi. Già a febbraio, i vertici di Aisi e Aise avevano riconosciuto l’impiego di Graphite davanti al Copasir, ma senza specificare i bersagli. Ora, con l’ammissione di Mantovano, il quadro appare più definito, anche se non meno inquietante.

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