Gaza, denuncia di oltre 100 Ong: "Carestia di massa nella Striscia"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Non sono solo le bombe a seminare morte a Gaza, dove l’offensiva israeliana prosegue senza tregua. A uccidere, in quello che il segretario generale dell’Onu António Guterres ha definito un "orrore senza precedenti", sono anche la fame e la malnutrizione, che nelle ultime settimane hanno assunto proporzioni drammatiche. Zaher al Waheidi, direttore dell’unità di informazione delle autorità sanitarie locali, ha confermato che almeno 33 persone, tra cui 12 bambini, sono morte da domenica per denutrizione, con corpi consumati dall’impossibilità di trovare cibo.

La situazione, già critica, è stata aggravata dagli attacchi alle infrastrutture essenziali. A Deir al-Balah, come mostrano le immagini diffuse dall’Organizzazione mondiale della sanità, i magazzini principali e una residenza del personale sono stati colpiti tre volte dall’esercito israeliano, riducendo in macerie punti vitali per la distribuzione degli aiuti. L’Oms ha documentato le esplosioni e le conseguenti distruzioni, mentre i civili continuano a pagare il prezzo più alto.

Intanto, la diplomazia internazionale sembra incapace di trovare una soluzione. Venticinque ministri degli Esteri, tra cui quelli di Italia, Francia e Regno Unito, hanno firmato un messaggio congiunto di sole 22 parole: "The war in Gaza must end now". Un appello secco, che però non menziona i 50 ostaggi ancora nelle mani di Hamas, omissione che ha sollevato polemiche.

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