Ong accusano Israele: "Bloccati gli aiuti a Gaza, la carestia si aggrava"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Oltre cento organizzazioni non governative, tra cui Oxfam, Medici Senza Frontiere e l’American Near East Refugee Aid, hanno firmato una lettera in cui denunciano il blocco degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, definendolo una "militarizzazione degli aiuti" da parte di Israele. "La fame viene usata come un’arma", si legge nell’appello, che chiede l’"apertura immediata e incondizionata di tutti i valichi" per permettere l’ingresso di medicinali e generi alimentari.

Secondo le Ong, la carestia a Gaza si sta approfondendo, mentre i camion carichi di aiuti faticano a raggiungere la popolazione. Il Cogat, l’agenzia israeliana che coordina le attività governative nei territori palestinesi, ha tuttavia riferito che quasi 380 camion sono entrati ieri attraverso i valichi di Kerem Shalom e Zikim, con un lieve aumento rispetto ai 320 del giorno precedente. Le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali, aggiunge il Cogat, hanno predisposto ulteriori 400 mezzi per la distribuzione.

Intanto, all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, gli attivisti del movimento israeliano Standing Together hanno protestato contro l’offensiva militare depositando sacchi di farina a terra e intonando slogan contro la guerra. Alcuni manifestanti, seduti tra i sacchi, hanno denunciato l’aumento delle vittime e la carenza di cibo a Gaza, mentre altri mostravano cartelli con messaggi di condanna.

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