Gaza, Israele minaccia di bandire le ong: "Basta usare la fame come arma"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Oltre cento organizzazioni umanitarie, tra cui Caritas Internationalis, Oxfam e Medici Senza Frontiere, hanno lanciato un appello contro le autorità israeliane, accusandole di bloccare deliberatamente gli aiuti nella Striscia di Gaza, dove la carestia continua a peggiorare. La denuncia, diffusa a Gerusalemme, sottolinea come decine di richieste per l’ingresso di beni di prima necessità siano state respinte con la motivazione che le ong coinvolte "non sono autorizzate a consegnare aiuti". Solo a luglio, più di 60 domande sono state rigettate, lasciando migliaia di persone senza accesso a cibo e medicine.

Intanto, il bilancio delle vittime cresce: oltre 50 morti negli ultimi attacchi, ai quali si aggiungono altri 4 decessi per fame, portando a 239 il numero totale di persone uccise dalla malnutrizione, tra cui più di cento bambini. Tra le vittime figurano anche civili in cerca di assistenza umanitaria, colpiti mentre tentavano di raggiungere i pochi punti di distribuzione ancora operativi.

La lettera delle ong, sostenuta anche dall’American Near East Refugee Aid, chiede "l’apertura immediata e incondizionata di tutti i valichi" per permettere l’ingresso di camion carichi di viveri e farmaci. "Israele sta usando gli aiuti come un’arma", si legge nel documento, che invita la comunità internazionale a esercitare pressioni su Tel Aviv per porre fine a quello che viene definito un "assedio alimentare".

Parallelamente, 23 economisti di fama mondiale, tra cui dieci premi Nobel, hanno scritto al primo ministro Benjamin Netanyahu esprimendo "profonda preoccupazione" per la diffusione della fame a Gaza e criticando il piano israeliano di concentrare i civili in una "città umanitaria". "Come esseri umani e scienziati, chiediamo la sospensione di qualsiasi politica che aggravi questa crisi", hanno affermato, sottolineando l’urgenza di un intervento immediato.

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