Aumento dei detenuti minorenni in Italia, un anno dal decreto Caivano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il 15 settembre 2024, il numero di ragazzi e ragazze detenuti negli Istituti Penali per Minorenni (Ipm) italiani ha raggiunto quota 569, un dato che, da febbraio, oscilla costantemente tra le 560 e le 580 presenze. Questo incremento, pari al 16,4% rispetto all'anno precedente, è stato evidenziato nel dossier "A un anno dal decreto Caivano" presentato dall'associazione Antigone a Roma, presso l'Associazione stampa romana. Il decreto Caivano, emanato dal governo Meloni un anno fa, è nato sull'onda emotiva degli stupri di due ragazzine nel Parco Verde, con l'obiettivo dichiarato di combattere le baby gang e l'abbandono scolastico.

Secondo il rapporto di Antigone, il decreto ha portato a un aumento netto dei detenuti minori, in linea con quanto sta avvenendo nelle carceri per adulti. La responsabile dell'osservatorio, Susanna Marietti, ha dichiarato che il provvedimento sta trasformando drasticamente il sistema della giustizia minorile, allontanandolo da quel modello che aveva attirato le attenzioni dell'Europa e spostandolo verso un modello criminalizzante, purtroppo privo di prospettive.

Il dossier di Antigone sottolinea come, a un anno dall'entrata in vigore del decreto, si possano vedere tutti i risultati negativi di quel provvedimento. Il numero dei giovani detenuti negli Ipm è aumentato del 48% in 22 mesi, un dato che riflette una tendenza preoccupante e che richiede una riflessione approfondita sulle politiche adottate. L'associazione accusa il governo di spostare il sistema giudiziario minorile verso un modello che non offre prospettive di reintegrazione e recupero per i giovani detenuti.

Il rapporto di Antigone evidenzia come il decreto Caivano abbia avuto un impatto significativo sul sistema della giustizia minorile in Italia, portando a un aumento dei detenuti minori e trasformando il modello di giustizia verso una direzione più repressiva e meno orientata al recupero.

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