Allerta a Sigonella e Aviano dopo l'attacco Usa all'Iran: le basi americane in Italia sotto scudo
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Redazione Interno
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Mentre i cieli dell’Iran erano illuminati dalle esplosioni che hanno distrutto i siti nucleari di Fordow, Natanz e Isfahan nella notte tra sabato e domenica, l’Italia innalzava il livello di protezione per 29.000 obiettivi sensibili. Tra questi, le basi militari statunitensi sparse lungo la Penisola, che da ieri sono presidiate con misure straordinarie. A Sigonella, in Sicilia, e ad Aviano, in Friuli Venezia Giulia, i controlli sono stati ulteriormente intensificati, sebbene il governo italiano abbia escluso che siano state utilizzate per l’operazione contro Tehran.
A Ghedi, in provincia di Brescia, la tensione è palpabile. Qui, come riportato dal Corriere di Brescia, sono stoccate circa venti bombe atomiche statunitensi, sebbene la base non rientri ufficialmente tra quelle della Nato. La loro presenza è legata agli accordi di nuclear sharing, che consentono agli alleati di ospitare armi nucleari americane in caso di necessità operative. Dopo i bombardamenti in Iran, l’area è stata blindata, anche se Roma ribadisce che non è mai stata coinvolta direttamente nelle operazioni.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha precisato che "non risulta alcun utilizzo delle basi italiane" durante l’attacco, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha richiamato il quadro normativo che regola la presenza militare Usa nel Paese. Un punto cruciale, considerando che in Italia sono dislocati oltre 12.000 soldati americani, distribuiti in circa 120 strutture, alcune delle quali classificate come segrete.




