Artissima 2025, a Torino il contemporaneo muove un indotto da 5 milioni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Apre oggi i battenti al pubblico, nell’architettura avveniristica dell’Oval del Lingotto, Artissima, la sola fiera in Italia interamente dedicata alla ricerca sull’arte contemporanea, che fino a domenica conferma, con la sua trentaduesima edizione, il cosiddetto “modello Torino”, un meccanismo collaudato il cui funzionamento, come attesta un recente studio, si traduce in un indotto complessivo di circa cinque milioni di euro. La kermesse, il cui main partner è Intesa Sanpaolo, presenta un articolato percorso espositivo suddiviso in sette sezioni, una delle quali specificamente dedicata al disegno, accogliendo complessivamente 176 gallerie, molte delle quali giungono da paesi dell’Europa dell’Est e del Sudamerica, a testimonianza di un respiro internazionale che da sempre la caratterizza.
Uno sguardo ipnotico tra i booth
Uno dei modi più autentici e divertenti per approcciarsi a una fiera d’arte così vasta consiste nel lasciarsi guidare dall’immediatezza dello sguardo, che non può, ad esempio, che essere catturato e quasi ipnotizzato dai cosiddetti “ritratti senza volto” dell’artista Gideon Rubin, esposti nello spazio di Monica De Cardenas insieme alle tele di Emilio Gola. Accanto a queste proposte, spiccano poi le fotografie seducenti e potenti di Vanessa Beecroft, proposte da Lia Rumma, galleria che, a un’attenta osservazione, vanta forse uno degli stand più ricchi e riusciti dell’intero evento, dove si possono ammirare anche un bellissimo lavoro di Gian Maria Tosatti, gli scatti di Shirin Neshat e alcune opere di William Kentridge.
Il ruolo di fiera-scoperta
Artissima, da trentuno anni punto di riferimento imprescindibile per gli addetti ai lavori e per gli appassionati, entra dunque nel suo quarto decennio di attività ribadendo con forza la sua vocazione originaria di “fiera di scoperta”, un luogo privilegiato dove le giovani gallerie, spesso portatrici di linguaggi sperimentali e inediti, hanno l’opportunità di sorprendere i collezionisti più attenti e di affermarsi su un palcoscenico di alto profilo. La scelta di mantenere la collocazione tradizionale nel primo weekend di novembre all’Oval, per il terzo anno consecutivo sotto la guida della direzione attuale, consolida un appuntamento fisso nel calendario delle grandi mostre.
Oltre i canoni estetici consolidati
La fiera torinese, come del resto è nella sua natura più profonda, non è concepita per rassicurare il visitatore con proposte rassicuanti o già ampiamente codificate, bensì per mettere in discussione i canoni estetici consolidati, spingendo chi la attraversa a riflettere e a interrogarsi. Una missione che appare ancor più evidente nell’edizione di quest’anno, la quale invita esplicitamente il pubblico a compiere un viaggio metaforico salendo a bordo della “Nave Spaziale Terra”, un concept che orienta la selezione delle opere e che incoraggia una visione dell’arte come strumento di esplorazione e di indagine critica sulla realtà che ci circonda.




