Artissima, l'arte contemporanea supera i confini a Torino
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La trentaduesima edizione di Artissima, che si è chiusa ieri a Torino, ha ribadito con forza il suo ruolo di cardine nel sistema dell'arte, un punto di riferimento, ormai irrinunciabile, capace di tessere relazioni solide tra il tessuto istituzionale locale e il più ampio scenario internazionale. La fiera, che ha registrato un nuovo record di presenze, ha visto il rinnovo della collaborazione con la Direzione Generale della Creatività del Ministero della Cultura, un patto strategico volto a sostenere e a diffondere la produzione artistica contemporanea italiana oltre i confini nazionali. Sotto la guida del curatore Luigi Fassi, per il quarto anno consecutivo, il tema "Manuale Operativo per Nave Spaziale Terra" ha funzionato da cornice concettuale per un'esplorazione profonda delle connessioni tra pratiche artistiche, scelta dei materiali e dimensione quotidiana, riunendo in un dialogo fecondo nomi affermati della scena globale e galleristi emergenti.
L'atmosfera notturna dell'Oval e le nuove acquisizioni
A sigillare il successo dell'evento, che ha chiuso la cosiddetta Art Week torinese, è stato un video suggestivo, pubblicato sulla pagina Instagram della fiera e girato negli spazi dell'Oval di notte, dopo che le porte erano state chiuse al pubblico. Quelle immagini, della durata di circa due minuti, hanno offerto una risposta poetica a un interrogativo antico, mostrando cosa accade negli spazi espositivi quando questi vengono restituiti al silenzio, diventando, per un attimo, luoghi di pura potenzialità. Nel contempo, la Fondazione Arte CRT ha celebrato il suo venticinquesimo anniversario con un'operazione di grande impatto, destinando un budget di trecentomila euro, il più consistente degli ultimi tredici anni, all'acquisizione di ventisei opere realizzate da undici artisti. L'acquisto, voluto dalla presidente Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, conferma la vocazione dell'ente ad agire come un motore culturale per la città e per il Paese, alimentando le collezioni pubbliche della GAM e del Castello di Rivoli con nuovi, significativi contributi.
Una fiera come piattaforma di dialogo e di crescita
Il percorso tracciato da Artissima, del resto, non si limita alla mera compravendita di opere, ma si configura come una piattaforma complessa di dialogo e di crescita, dove la contaminazione tra linguaggi diversi diventa il principio guida. La scelta del tema di quest'anno, ispirato a una visione operativa del pianeta, ha spinto molti a riflettere sulle possibilità stesse del fare artistico in relazione con l'ambiente e con gli oggetti di uso comune, trasformando la fiera in un laboratorio di idee aperto e dinamico. La presenza di una tale varietà di proposte, alcune delle quali particolarmente sperimentali, ha dimostrato come l'arte contemporanea sappia ancora interrogare il presente, superando, di fatto, quelle barriere geopolitiche che spesso caratterizzano altri ambiti.
Il sostegno alle istituzioni pubbliche e la proiezione internazionale
L'impegno della Fondazione Arte CRT, in questo contesto, si è rivelato fondamentale, poiché le ventisei nuove opere, selezionate con cura, andranno ad arricchire il patrimonio di due musei di prim'ordine, garantendo così una fruizione pubblica e duratura del bello. Questo meccanismo virtuoso, che lega indissolubilmente l'evento fieristico al consolidamento delle collezioni permanenti, rappresenta un modello esemplare di come il settore privato possa sostenere concretamente le istituzioni pubbliche, creando un circolo benefico per l'intero sistema. La partnership con il Ministero della Cultura, d'altro canto, estende ulteriormente lo sguardo, proiettando i talenti e le ricerche emerse nella kermesse torinese su un palcoscenico più ampio, quello internazionale, dove la creatività italiana può trovare nuovo spazio e nuovi riconoscimenti.




