Manovra 2026, la stretta fiscale: divieto di compensazione F24 scatta a 50 mila euro
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Redazione Economia
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La Legge di Bilancio per il 2026, approvata dal Parlamento, ha inasprito, a partire dal primo luglio prossimo, le regole che disciplinano le compensazioni fiscali attraverso il modello F24, introducendo una soglia di allarme decisamente più bassa per i contribuenti morosi. Il provvedimento, che modifica una norma introdotta solo due anni fa, mira a rafforzare gli strumenti di recupero dei crediti erariali in capo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il cosiddetto agente della riscossione, rendendo più difficile per i debitori utilizzare eventuali crediti d’imposta per estinguere le somme dovute.
Il meccanismo della compensazione e il precedente limite
Il sistema della compensazione, che consente di saldare un debito con un credito di pari natura verso la stessa pubblica amministrazione, rappresenta da tempo uno strumento ordinario di adempimento. Fino allo scorso anno, tuttavia, la Legge di Bilancio 2024 aveva già posto un primo significativo freno a questa pratica per i casi di morosità più gravi. Stabiliva, infatti, che qualora un contribuente avesse accumulato “carichi di ruoli”, ovvero debiti certi e esigibili iscritti a ruolo per imposte erariali, per un importo superiore a 100.000 euro, non avrebbe più potuto avvalersi della compensazione “esterna”, quella cioè tra crediti e debiti di diversa natura. Gli rimaneva comunque consentita la “compensazione interna” tra voci del medesimo tributo.
La riduzione a 50 mila euro e le conseguenze operative
Con l’articolo 1, comma 116, della nuova manovra, il legislatore ha deciso di abbassare drasticamente questa soglia, portandola da 100.000 a 50.000 euro. Ciò significa che il divieto di compensazione, previsto dall’articolo 37 del decreto legge 223 del 2006, scatterà automaticamente non appena l’ammontare complessivo dei debiti iscritti a ruolo e affidati all’agente della riscossione supererà i cinquantamila euro. Una misura che, di fatto, amplia notevolmente la platea dei soggetti che dovranno necessariamente saldare i propri debiti in denaro contante, o attraverso le modalità di rateizzazione previste, senza poter utilizzare a tal fine crediti fiscali maturati.
Controlli potenziati e adempimenti per i professionisti
La stretta si inserisce in un più ampio contesto di potenziamento dei controlli incrociati e della tracciabilità delle operazioni, come dimostrano anche le recenti iniziative formative dedicate agli operatori del settore. Proprio in questi giorni si sono concluse le iscrizioni per una videoconferenza specialistica sulle novità della manovra, segno di un’attenzione crescente verso gli adempimenti più tecnici. La nuova norma, che non lascia spazio a interpretazioni discrezionali, obbligherà l’amministrazione finanziaria e l’agenzia di riscossione a implementare sistemi di monitoraggio ancora più stringenti e tempestivi per applicare correttamente il divieto, con inevitabili ripercussioni sulla gestione della liquidità per molte attività economiche.




