Manovra 2026, scatta il divieto di compensazione per i crediti d'impresa
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Redazione Economia
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La prima versione della Manovra di Bilancio, che coprirà il periodo dal 2025 al 2028, è stata licenziata nonostante le poche novità, alcune delle quali, tuttavia, di notevole consistenza e già al centro di aspre contestazioni durante le audizioni parlamentari. A queste, il Ministro Giorgetti ha fornito le sue indicazioni, lasciando intravedere la possibilità di un gradito ripensamento. Nell’immediato, però, il testo introduce un blocco sostanziale alle compensazioni dei crediti vantati dalle imprese, i quali non potranno più essere utilizzati per estinguere i debiti di natura contributiva o quelli relativi ai premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali; una misura che si applica, in modo particolare, anche ai crediti sorti dalla cessione dei bonus edilizi.
Una stretta che colpisce diversi settori
La stretta sulle compensazioni, la cui entità è stata subito evidente, va a impattare su una gamma piuttosto ampia di crediti di impresa, i quali, di fatto, perdono una delle loro principali funzioni liquidative. Rientrano in questa categoria, per fare alcuni esempi, i crediti di imposta legati al piano Industria 4.0, quelli concernenti le Zone Economiche Speciali e le Zone Logistiche, senza dimenticare quelli del settore agricolo, i quali non saranno più utilizzabili per compensare gli oneri previdenziali e i premi assicurativi obbligatori. Le imprese, a questo punto, si interrogano con una certa apprensione sulla sorte dei crediti che hanno già maturato, chiedendosi quale spazio di manovra avranno in futuro.
L'allarme di Federacma e il caso dei bonus edilizi
Federacma ha prontamente lanciato un allarme, sottolineando i rischi concreti che questo stop potrebbe determinare per il programma di Transizione 5.0, il cui slancio verrebbe inevitabilmente frenato. I dubbi sollevati dalla Legge di Bilancio, del resto, non si sono fatti attendere: i timori di un voltafaccia nei finanziamenti destinati all’agricoltura nazionale sembrano essersi materializzati con l’arrivo del primo disegno di legge, portando l’associazione a sollecitare il Governo affinché corra ai ripari con tempestivi interventi correttivi. Una situazione che, se confermata, rischia di creare non pochi disagi.
Le preoccupazioni dall'Umbria e la richiesta dei commercialisti
Parallelamente, lo stop alla compensazione dei crediti generati dai bonus edilizi, previsto nella legge di bilancio a decorrere dal 1° luglio 2026, rischia di mettere in seria difficoltà le imprese del settore, molte delle quali di piccole dimensioni, e anche i singoli cittadini che hanno investito nelle ristrutturazioni convinti di acquistare crediti facilmente compensabili. È questo il grido d’allarme lanciato dall’ordine dei commercialisti di Perugia, i quali chiedono con insistenza l’eliminazione della norma, contenuta nell’articolo 26, o, in subordine, una sua applicazione più limitata e circoscritta, che ne attenui gli effetti più dirompenti.




