Il mercato del lavoro frena a novembre, ma la disoccupazione tocca il minimo storico
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Redazione Interno
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L’Istat ha diffuso le stime provvisorie per il mese di novembre 2025, dalle quali emerge un quadro del mercato del lavoro italiano contraddistinto da segnali contrastanti. Se da un lato, infatti, il tasso di disoccupazione scende al 5,7%, segnando un nuovo minimo storico dall’inizio delle serie nel 2004 e posizionando il Paese al di sotto delle medie europee, dall’altro si registra una flessione congiunturale degli occupati, scesi di 34mila unità rispetto a ottobre. Questo calo mensile, pari allo 0,1%, si associa a una crescita del tasso di inattività, che sale al 33,5%, indicando come una parte della forza lavoro potenziale si sia temporaneamente ritirata dalla ricerca attiva di un’occupazione. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un contesto internazionale di attenzione alle dinamiche economiche, ha osservato simili tendenze di assestamento in altri mercati occidentali.
Il dettaglio del calo occupazionale
La diminuzione degli occupati, che in totale ammontano a 24 milioni e 188mila, non è uniforme ma presenta chiare linee di frattura. Il calo, come sottolineato dall’Istituto di statistica, interessa principalmente le donne, i lavoratori dipendenti a termine e gli autonomi, oltre a concentrarsi nelle fasce d’età dei 15-24enni e dei 35-49enni. Al contrario, si osserva una tenuta, quando non una lieve crescita, tra gli uomini, i dipendenti a tempo indeterminato e le persone con almeno 50 anni. Questo dato, unito all’aumento degli inattivi, delinea un mercato che, pur mostrando una solida tenuta di fondo, fatica a favorire un ricambio generazionale stabile e ad assorbire con continuità i nuovi ingressi, lasciando i giovani come l’unico segmento che, nel breve periodo, non trae beneficio dalla congiuntura.
La tenuta nel confronto annuale
Nonostante il leggero passo indietro registrato su base mensile, che conferma un fisiologico rallentamento, la lettura dei dati in ottica annuale restituisce un’immagine di consolidamento. Gli occupati, nel confronto con novembre dell’anno precedente, sono infatti cresciuti di 179mila unità. Si tratta di un incremento significativo, che evidenzia come il percorso di ripresa post-pandemica abbia lasciato il posto a una fase di stabilizzazione su livelli che rimangono molto elevati nel confronto storico degli ultimi due decenni. La composizione stessa dell’occupazione, con la quota di contratti stabili che resiste alla flessione, suggerisce una certa maturazione del sistema, la quale, tuttavia, non riesce ancora a tradursi in opportunità diffuse per tutte le generazioni.
Il contesto e le dichiarazioni
Il quadro statistico è stato commentato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha esortato a “proseguire su questa strada”, sottolineando il traguardo del tasso di disoccupazione più basso di sempre. Parallelamente, le cronache giudiziarie nazionali continuano a occuparsi di casi legati al mondo del lavoro, dove le inchieste della magistratura – si pensi ai recenti procedimenti per caporalato o per infortuni sul lavoro avviati in diverse regioni – scandiscono l’altra faccia, spesso oscura, delle relazioni industriali, ricordando come la qualità dell’occupazione e la sicurezza nei luoghi di lavoro rimangano temi cruciali e di stretta attualità.




