A Gaza un bambino su due soffre di malnutrizione grave, mentre gli aiuti restano bloccati
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Redazione Esteri
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Nella Striscia di Gaza, dove la guerra ha lasciato cicatrici profonde, quasi la metà dei bambini combatte ogni giorno contro la malnutrizione acuta, una condizione che mina non solo la loro crescita, ma la stessa possibilità di sopravvivere. Cibo, acqua e medicine scarseggiano in modo allarmante, mentre le organizzazioni internazionali lanciano moniti sempre più urgenti su una carestia ormai alle porte. «L'unica cosa che al momento impedisce una catastrofe è l’assistenza umanitaria», ha dichiarato Natalia Anguera, responsabile delle operazioni di Azione Contro la Fame per il Medio Oriente, sottolineando come, senza un intervento immediato, la situazione potrebbe precipitare ulteriormente.
Secondo il recente rapporto dell’«Integrated Food Security Phase Classification», diffuso dall’Unicef, sono 470mila le persone che nella Striscia affrontano livelli di fame definiti «catastrofici». Tra loro, 71mila minori e oltre 17mila madri necessitano di cure urgenti per malnutrizione acuta, una condizione che, se non trattata, può portare a conseguenze irreversibili. Eppure, dal 2 marzo scorso, nessun aiuto alimentare o medico riesce a oltrepassare i valichi: 5mila camion rimangono fermi, carichi di beni di prima necessità, mentre la popolazione si aggrappa a quel poco che riesce a trovare.
In questo contesto drammatico, un video diventato virale ha mostrato un attimo di gioia strappato alla disperazione: un gruppo di bambini, riuniti attorno a un piatto di pasta, canta felice dopo aver ricevuto un pasto che per molti di loro rappresenta l’unico della giornata. Le immagini, pubblicate su Instagram dal fotoreporter Ezzedine Muasher, raccontano senza filtri la realtà di chi, tra bombe e fame, cerca disperatamente un momento di normalità. Quella pasta, chiamata affettuosamente «macarona», è diventata il simbolo di una crisi che non accenna a placarsi.
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