L’amarezza europea del Bologna: “Prestazione di livello, ma puniti dagli episodi”
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Redazione Sport
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L’eco del triplice fischio al Dall’Ara non si è ancora spenta, eppure nell’aria di Casteldebole aleggia già una strana sensazione, quella di un’occasione sprecata ma non del tutto perduta. A meno di ventiquattro ore dal 3-1 subito contro l’Aston Villa – un passivo che, va detto, pesa come un macigno sul cammino in Europa League – l’amministratore delegato Claudio Fenucci ha rotto il silenzio, intervenendo a margine dell’inaugurazione della mostra “Campus di calcio” a Palazzo Poggi. La sua, più che una resa, è sembrata una fotografia lucida di una partita che avrebbe potuto prendere una piega completamente diversa, laddove il pallone avesse scelto di obbedire ad altri calcoli o la tecnologia avesse sorriso ai rossoblù. “Ancora non abbiamo superato la sconfitta di ieri – ha confessato il dirigente – perché la prestazione che abbiamo messo in campo è una sconfitta invalidata”. Un aggettivo, “invalidata”, che calza a pennello per descrivere una serata nella quale il dominio territoriale e le occasioni create si sono scontrati con l’inesorabile cinismo degli avversari.
Il dominio sterile e la lezione da imparare
Se si osserva il primo tempo con occhio tecnico, è difficile non riconoscere il lavoro sporco fatto da Vincenzo Italiano. Il Bologna ha letteralmente annullato le trame di una delle formazioni più attrezzate della Premier League, costringendo i giocatori di Unai Emery a rifugiarsi in lanci lunghi e a subire la pressione alta. I rossoblù, in quella prima frazione, hanno palleggiato con una sicurezza inaspettata, alternando densità in mediana a ripartenze veloci, e solo un fuorigioco millimetrico e una traversa hanno negato il meritato vantaggio. “Siamo stati, come ha detto il nostro allenatore, puniti da alcuni episodi – ha proseguito Fenucci, citando il tecnico –. Mi dispiace perché la prestazione è stata di livello contro un avversario che è una delle squadre più forti della Premier. Soprattutto nel primo tempo avevamo totalmente dominato, quindi rimane l’amarezza per un risultato ingiusto”. Un’amarezza che però, nella visione del club, non deve trasformarsi in sterile vittimismo. L’approccio di Fenucci è spietatamente pragmatico: se a certi livelli non puoi permetterti cali di tensione, allora questa batosta dovrà servire da carburante per la maturazione. “Ci servirà a capire che a certi livelli qualche errore va evitato – ha ammonito –. Abbiamo giocato tante partite importanti in questi ultimi anni e talvolta qualche risultato è stato condizionato da errori, ma come può capitare nel calcio”. La differenza, suggerisce il dirigente, sta nel ridurre al minimo quelle frazioni di distrazione che un Aston Villa, abituato a respirare aria d’Europa, punisce senza pietà.
La caccia al miracolo di Birmingham e l’obiettivo concreto in campionato
Nonostante il passivo, la parola “resa” è bandita dal vocabolario del club. Il 3-1, per quanto duro da digerire, lascia uno spiraglio – per quanto sottile – aperto per la gara di ritorno al Villa Park. Una spedizione, quella inglese, che per i rossoblù assume i contorni di una vera e propria caccia al miracolo, considerando il filotto di risultati utili consecutivi che gli inglesi vantano in casa nelle coppe. Tuttavia, Fenucci ha voluto spostare l’attenzione anche su un altro palcoscenico, quello della Serie A, dove la posta in palio resta pesante. In un campionato che volge verso il rush finale, il Bologna ha ancora un obiettivo chiaro e definito da inseguire, al di là dei sogni europei. “Ogni tanto incontriamo la squadra, l’ultima volta l’avevo fatto prima di Cremona – ha ricordato l’ad – per sottolineare oltre l’importanza dell’Europa League, anche del campionato perché comunque abbiamo un obiettivo anche lì, quello di arrivare se possibile all’ottavo posto”. Raggiungere quella posizione significherebbe tenere il passo delle squadre che lottano per l’Europa, ma anche – aspetto non trascurabile – garantirsi un percorso più agevole nella prossima edizione della Coppa Italia, competizione che il club ha recentemente alzato al cielo e che sta particolarmente a cuore all’ambiente.
Rinnovi e futuro: le offerte sul tavolo per Orsolini, Lucumi e Freuler
Nel caos mediatico generato dalla sconfitta, emerge anche il tema caldo della pianificazione futura, quella che si gioca nei corridoi dello spogliatoio e nei contratti in scadenza. Fenucci ha approfittato dell’occasione per fare chiarezza sulla situazione contrattuale di tre pedine fondamentali, senza però scendere in dettagli eccessivi o lasciarsi andare a facili promesse. La linea del club è chiara: c’è la volontà di blindare i senatori, ma a determinate condizioni. “Non ne parlo volentieri – ha esordito il dirigente, con la consueta riservatezza – ma abbiamo fatto le nostre proposte, sono casi diversi. Ragazzi che hanno dato tanto per questo club”. Il riferimento implicito è a Riccardo Orsolini, Jhon Lucumi e Remo Freuler, tre colonne che rappresentano l’ossatura di questo progetto. A tutti e tre, ha spiegato Fenucci, è stata recapitata un’offerta che il club ritiene importante, articolata sia in una parte fissa che in una variabile. Un meccanizzo, quest’ultimo, studiato per legare le sorti economiche dei calciatori ai risultati che il Bologna riuscirà a collezionare sul terreno di gioco, un modello che premia l’ambizione e la competitività. Per il momento, però, la palla passa ai giocatori e ai loro entourage, mentre la macchina rossoblù si prepara a ripartire, con il fango inglese ancora attaccato agli scarpini ma con la testa già proiettata ai prossimi, cruciali impegni.




