Il paradosso di Fenucci: prestazione da sogno, sconfitta da incubo. E il futuro europeo è già un rebus

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   «Ancora non abbiamo superato la sconfitta di ieri». A parlare, a meno di ventiquattr’ore dal ko maturato al Dall’Ara contro l’Aston Villa, è Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna, il quale – a margine dell’inaugurazione della mostra “Campus di calcio – Studenti del Bologna FC dall’Università alla città” tenutasi a Palazzo Poggi – ha provato a restituire la fotografia dell’umore che aleggia negli spogliatoi rossoblù. Il verdetto del campo, per chi ha visto la partita, racconta di un 3-1 che appare pesantissimo nelle prospettive di qualificazione alle semifinali di Europa League, eppure Fenucci invita a guardare oltre il mero dato numerico. «La prestazione che abbiamo messo in campo – ha aggiunto il dirigente – è una sconfitta invalidata».

L’analisi di una rimonta mancata e gli episodi che pesano

Se si analizza il flusso della gara, la tesi del dirigente non è campata in aria. Il Bologna, complice anche un record di undici partite utili consecutive nella competizione, aveva approcciato l’impegno con la giusta cattiveria. Nel primo tempo, contro una delle formazioni più solide della Premier League, la squadra di Vincenzo Italiano ha letteralmente dominato il possesso palla e le occasioni: prima una traversa clamorosa di Lewis Ferguson ha fatto tremare i tifosi ospiti, poi un tentativo di Juan Miranda ha richiesto il miracolo di Martínez. Ma è nel calcio che l’efficienza sovrasta spesso la qualità della manovra, e l’Aston Villa ne ha dato una dimostrazione pratica. Un gol di Konsa su corner al 44’, arrivato al primo tiro nello specchio della porta, ha gelato il Dall’Ara e cambiato l’inerzia del match. «Ci servirà a capire che a certi livelli qualche errore va evitato», ha tuonato Fenucci, sottolineando come la differenza, in queste occasioni, la faccia spesso l’esperienza internazionale, quella stessa che ai felsinei – reduci da un lungo digiuno europeo – è mancata nei frangenti decisivi.

Il rebus qualificazione e i conti in tasca al club

Ora la trasferta di Birmingham, in programma giovedì 16 aprile, si trasforma in un’ardua missione. Recuperare un passivo di due reti sul campo di una squadra che viaggia a ritmi serrati è impresa che pochi pronosticano come realizzabile. Di conseguenza, Fenucci ha dovuto rispondere anche alla domanda che nessun tifoso vorrebbe sentirsi porre: cosa accade se l’Europa dovesse restare un miraggio per la prossima stagione? «Intuitivamente – ha risposto – senza l’Europa i ricavi scenderanno, ma ciò non significa ridurre le ambizioni del club». L’obiettivo dichiarato, in questo rush finale di campionato, rimane quello di agganciare l’ottavo posto, posizione che garantirebbe comunque un certo standing e la possibilità di saltare i primi turni della Coppa Italia. Un traguardo, quest’ultimo, che il club ha dimostrato di prendere seriamente dopo la vittoria della scorsa edizione.

Il presente e il futuro: rinnovi e la panchina di Italiano

In attesa del verdetto europeo, la macchina societaria continua a lavorare sul fronte della pianificazione. Intervenendo sul tema caldo dei contratti in scadenza, Fenucci ha confermato le trattative in corso per i cosiddetti “big” della rosa, ovvero Orsolini, Freuler e Lucumì. «Abbiamo fatto le nostre proposte – ha spiegato – che sono importanti sia nella parte fissa che in quella variabile». Il dirigente ha voluto legare il futuro di questi elementi ai risultati che il club otterrà sul campo, un meccanismo di premi che mira a mantenere alto il tasso di competitività.

E poi c’è il nodo Vincenzo Italiano. Nonostante il mercato degli allenatori (specie a livello nazionale) sia spesso teatro di ribaltoni improvvisi, la sensazione che trapela dalle parole dell’AD è di assoluta serenità. «Il mister ha un contratto e siamo sereni nel proseguire questo percorso con lui – ha affermato Fenucci – L’effetto del suo lavoro si vede in campo: in quanto a stile di gioco siamo al passo col calcio europeo». Una dichiarazione che suona come un’investitura ufficiale, a prescindere da come finirà la stagione. In un calcio moderno spesso vittima dell’istantaneità, il Bologna sembra voler privilegiare la continuità, anche se dovesse arrivare l’amara conclusione che l’avventura europea si è fermata proprio sul più bello.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.