Franco Manni in pensione a 67 anni: il Tribunale rigetta il reclamo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Franco Manni dovrà andare in pensione dal 1° settembre dopo che il Tribunale di Brescia ha rigettato il reclamo presentato dal docente di Storia e Filosofia del liceo Leonardo. Il professore, arrivato a 67 anni, aveva contestato il provvedimento di collocamento a riposo perché intenzionato a continuare a insegnare, ma la nuova decisione dei giudici rende necessario il suo abbandono delle aule. Non è bastata neppure la mobilitazione organizzata da amici, studenti ed ex alunni, che nei mesi scorsi avevano manifestato pubblicamente la propria solidarietà al docente. Il caso di Franco Manni e della pensione per raggiunti limiti di età era infatti diventato una battaglia portata avanti anche fuori dal tribunale.

Il Tribunale di Brescia rigetta il reclamo di Franco Manni

Il reclamo del professor Franco Manni è stato rigettato mercoledì 26 agosto dal Tribunale di Brescia, con una decisione dei giudici Elena Stefana, Alessia Busato e Natalia Pala. Il provvedimento conferma e rafforza quanto era stato deciso il 21 luglio dalla giudice Isabella Angeli, che aveva respinto il ricorso cautelare presentato dal professore contro il decreto del preside Massimo Cosentino. Per Manni si chiude così il tentativo di restare in servizio nonostante il raggiungimento dei 67 anni: dal 1° settembre dovrà lasciare l'insegnamento e andare obbligatoriamente in pensione. Il docente aveva scelto di contestare il pensionamento proprio perché non voleva interrompere la propria attività nelle aule del liceo Leonardo.

La vicenda giudiziaria aveva già conosciuto passaggi differenti. In aprile il giudice del lavoro aveva annullato il primo decreto di collocamento a riposo, disponendo un nuovo esame della posizione del professore. Successivamente, però, il ricorso cautelare era stato respinto e anche il reclamo presentato da Manni non ha modificato l'esito. Il docente aveva quindi ottenuto inizialmente una decisione favorevole, prima che i successivi pronunciamenti confermassero il pensionamento per raggiunti limiti di età. La sua volontà è rimasta la stessa per tutta la vicenda: continuare a lavorare come insegnante di Storia e Filosofia anziché lasciare il servizio al compimento dei 67 anni.

La battaglia contro la pensione e il sostegno degli ex alunni

La contestazione di Franco Manni non è rimasta confinata agli atti giudiziari. Studenti ed ex alunni si erano mobilitati in sua difesa organizzando anche un flash mob di solidarietà, nel tentativo di sostenere la richiesta del professore di proseguire l'attività scolastica. La mobilitazione, tuttavia, non ha inciso sulla decisione finale del Tribunale di Brescia. Manni aveva scelto di rendere pubblica la propria battaglia, mentre altri docenti in Italia avevano già provato a restare in servizio dopo aver raggiunto i limiti di età senza dare la stessa visibilità alle loro iniziative. Il suo ricorso ha così accompagnato una presa di posizione esplicita contro l'obbligo di lasciare l'insegnamento una volta raggiunta l'età prevista.

Il professore aveva infatti indicato come punto centrale della propria iniziativa la natura obbligatoria del pensionamento, sostenendo che in Italia la pensione rappresenti un dovere e non un diritto una volta raggiunti determinati limiti di età. È su questo terreno che Manni ha deciso di affrontare una battaglia giudiziaria definita dallo stesso docente ardua e impopolare, pur sapendo che il provvedimento riguardava il raggiungimento dei 67 anni. La decisione del Tribunale chiude ora il passaggio del reclamo e lascia invariato il decreto che impone il collocamento a riposo. Manni, che aveva definito ingiusta la sentenza, dovrà quindi lasciare le aule del liceo Leonardo a partire dal 1° settembre.

Dal primo provvedimento al pensionamento dal 1° settembre

Il percorso che ha portato alla decisione finale è passato dal primo decreto di collocamento a riposo, dall'annullamento disposto in aprile per consentire un nuovo esame della posizione e dal successivo rigetto del ricorso cautelare del 21 luglio. A questo passaggio è seguito il reclamo discusso davanti al Tribunale di Brescia, che il 26 agosto ha confermato l'esito sfavorevole al professore. La successione delle decisioni ha quindi lasciato senza effetto il tentativo di Franco Manni di proseguire il servizio dopo i 67 anni. Con il reclamo rigettato, il provvedimento di pensionamento resta valido e dal 1° settembre il docente di Storia e Filosofia non potrà più continuare a insegnare al liceo Leonardo.

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