Borsa: l'Europa contrastata dopo Wall Street, Milano -0,3%

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   Le Borse del Vecchio continente navigano a vista, con gli indici che procedono in ordine sparso all'indomani di una seduta incerta a Wall Street e mentre dagli Stati Uniti arrivano segnali contrastanti sul fronte della politica commerciale della nuova amministrazione Trump. La sospensione, decisa dalla Corte Suprema, di alcuni dazi introdotti in precedenza ha generato un quadro di incertezza che gli investitori faticano a interpretare, tanto più dopo le ultime dichiarazioni del presidente americano, che rilancia l'ipotesi di nuove tariffe globali -6. In questo clima di attesa, l'euro si è indebolito lievemente attestandosi a 1,1775 sul dollaro, un valore sostanzialmente in linea con il cambio ufficiale comunicato dalla Banca d'Italia per la giornata -7. L'indice Stoxx 600, che raccoglie i principali titoli europei, segna un timido +0,2%, ma è la fotografia del listino milanese a mostrare le maggiori difficoltà.

Piazza Affari, in particolare, si presenta agli scambi con il segno meno, muovendosi in controtendenza rispetto a gran parte delle altre piazze finanziarie. Il FTSE Mib, l'indice principale della Borsa di Milano, registrava intorno alle 10.25 una flessione dello 0,29%, portandosi a 46.563 punti dopo aver testato in mattinata un minimo a 46.383. Un andamento che conferma la cautela degli operatori, alle prese con una rotazione settoriale che sta penalizzando soprattutto il comparto creditizio. Se il FTSE Italia All Share arretrava dello 0,27%, mostravano un segno decisamente positivo il FTSE Italia Mid Cap, in rialzo dello 0,41%, e il FTSE Italia Star, che guadagnava lo 0,55%, a testimonianza di un mercato interno tutt'altro che uniforme.

Il peso delle banche e il risveglio dell’intelligenza artificiale

Il vero tallone d'Achille della seduta milanese è rappresentato senza dubbio dal settore bancario, che sta subendo vendite diffuse e consistenti. Istituiti come Bper Banca e Popolare di Sondrio vedevano segnare arretramenti superiori al 2,5%, mentre per Bpm e Monte dei Paschi di Siena le perdite si attestavano intorno al due per cento. Non andava meglio per i grandi nomi, con Intesa Sanpaolo e Unicredit che evidenziavano cali frazionali ma significativi, nell'ordine dell'1,3-1,6%. Una debacle, quella del comparto, che da sola spiega gran parte della flessione complessiva del listino, mentre altri settori tentavano di tenere la posizione o addirittura spingevano al rialzo, come nel caso di Ferrari, che balzava in avanti di oltre il 5%.

Parallelamente, e con effetti diametralmente opposti sui mercati, torna a farsi sentire il peso specifico dell'intelligenza artificiale. Gli investitori scrutano con attenzione i possibili segnali di una bolla speculativa in questo comparto, proprio mentre emergono notizie di accordi colossali, come quello da oltre cento miliardi di dollari siglato tra Meta e Amd per la fornitura di chip e infrastrutture dedicate all'IA -5. Un'intesa che, se da un lato certifica la crescita esponenziale del settore, dall'altro alimenta il dibattito sulla sostenibilità di valutazioni così elevate. Una tensione, questa, che si riflette anche su alcuni titoli industriali europei legati alla filiera tecnologica, bilanciando gli acquisti su altri comparti come quello automobilistico, dove Stellantis mostrava segni di vitalità.

Le performance contrastanti dei singoli titoli

A osservare nel dettaglio il panorama di Piazza Affari, emergono con chiarezza le due anime della seduta. Da una parte, come detto, il massiccio deflusso dai titoli bancari, con vendite che non risparmiavano nessuno, da Banca Mps a Banco Bpm, passando per gli istituti minori come Banca Profilo o Credem. Dall'altra, performance brillanti per aziende attive in settori considerati più difensivi o legate a doppio filo con l'innovazione tecnologica. Oltre alla già citata Ferrari, brillavano STMicroelectronics, in scia alle notizie sugli accordi nel mondo dei semiconduttori, e Tim, in attesa dei dati di bilancio.

Sul fronte delle medie capitalizzazioni, il segno più era diffuso, con titoli come Avio, Carel Industries e GVS a guidare i guadagni, a dimostrazione di come la liquidità stia cercando rifugio in realtà considerate più solide o con prospettive di crescita indipendenti dall'andamento dei tassi di interesse -2. In un contesto di spread Btp-Bund sostanzialmente stabile intorno ai 60-61 punti base e con il petrolio che manteneva posizioni di forza, la seduta si conferma quindi all'insegna della selettività, dove il posizionamento su singoli settori fa la differenza più dell'andamento generale del mercato.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.