Borsa Europa contrastata, Milano frena con il calo dei petroliferi
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Redazione Economia
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La Borsa Europa contrastata chiude una seduta segnata dall’incertezza sullo Stretto di Hormuz e dalle continue smentite tra Iran e Stati Uniti, mentre Piazza Affari termina in ribasso dello 0,64% a 49.578 punti. Il mercato ha reagito alle indiscrezioni diffuse dalla televisione di Stato iraniana su una possibile intesa con Washington per il ripristino del traffico commerciale ai livelli prebellici entro un mese, ma la Casa Bianca ha definito la bozza di accordo una “totale invenzione”. Il risultato è stato un rapido aumento della cautela tra gli investitori europei, già reduci dalle prese di beneficio successive al rally dell’intelligenza artificiale e del comparto biotech.
Le contraddizioni arrivate nel corso della giornata hanno alimentato volatilità soprattutto sui titoli legati all’energia. L’ipotesi di un ritorno graduale alla normalità nello Stretto di Hormuz ha spinto al ribasso il prezzo del greggio, con il Wti sceso intorno ai 90 dollari, trascinando con sé i principali gruppi petroliferi quotati in Europa. A Milano il comparto oil è stato il principale freno del listino: Saipem ha perso il 4%, Tenaris il 3,5% ed Eni il 2,8%, contribuendo all’arretramento del Ftse Mib sotto la soglia dei 50 mila punti. Anche Ferrari, reduce da un forte calo nelle sedute precedenti, non è riuscita a mettere a segno un recupero significativo e ha chiuso in lieve flessione.
Hormuz condiziona i mercati europei
Il mercato ha continuato a monitorare gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente, considerati determinanti per l’andamento dell’energia e dei trasporti commerciali. Secondo quanto riferito dalla televisione iraniana, Teheran avrebbe ottenuto una bozza preliminare e non ufficiale per un memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. L’intesa prevederebbe il ripristino del traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz entro un mese, insieme al ritiro delle forze militari americane dalle vicinanze dell’Iran e alla revoca del blocco navale. Pochi minuti dopo, però, da Washington è arrivata una smentita netta attraverso un messaggio pubblicato su X, aumentando ulteriormente la confusione sui mercati.
Questo continuo alternarsi di indiscrezioni e smentite ha frenato gli acquisti sulle Borse europee, che hanno archiviato la seduta senza una direzione univoca. Gli operatori hanno preferito alleggerire le posizioni più esposte dopo settimane caratterizzate da forti rialzi nel comparto tecnologico e nell’intelligenza artificiale. Il rallentamento del rally tech si è visto anche a Piazza Affari, dove Stmicroelectronics ha lasciato sul terreno il 3%, mentre Prysmian ha chiuso in calo del 2,5%. La debolezza dei titoli tecnologici si è sommata alla pressione sui petroliferi, ampliando il ribasso del listino milanese rispetto ad altre piazze europee.
Prese di beneficio dopo il rally dell’AI
La seduta del 27 maggio è stata caratterizzata anche da un clima di consolidamento dopo le recenti corse dei mercati azionari europei. Negli ultimi giorni gli investitori avevano premiato soprattutto i titoli legati all’intelligenza artificiale e al biopharma, spingendo diversi indici sui massimi. La comparsa di nuovi dubbi sul fronte geopolitico ha però favorito un ritorno alla prudenza e una fase di prese di beneficio. In questo contesto il listino milanese ha mostrato maggiore debolezza per il peso rilevante del comparto energetico e industriale all’interno del Ftse Mib.
La giornata si è così chiusa con mercati in attesa di indicazioni più chiare dai negoziati tra Stati Uniti e Iran. Gli investitori restano concentrati sulle possibili conseguenze per il commercio internazionale e per il prezzo del petrolio, mentre il flusso di notizie contrastanti continua a influenzare l’andamento delle Borse europee. La cautela ha prevalso soprattutto sui titoli più esposti ai movimenti del greggio e sui comparti che avevano guidato il recente rialzo dei mercati.
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