Difterite, allarme in Sicilia: la Regione vara un piano straordinario per le vaccinazioni dei bambini
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Redazione Salute
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Il ritorno della difterite in Sicilia, con i casi registrati a Palermo nelle scorse settimane, ha spinto la Regione a mettere in campo un piano straordinario per le vaccinazioni dei bambini da 0 a 6 anni. L’obiettivo dichiarato è quello di recuperare le coperture vaccinali in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico, attraverso una campagna che prevede l’apertura straordinaria dei centri vaccinali e un giro di vite sui controlli per chi non rispetta l’obbligo previsto dalla legge.
L’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, e il dirigente generale del Dasoe, Giacomo Scalzo, hanno firmato una circolare indirizzata a tutte le Asp dell’Isola, ai sindacati dei pediatri di libera scelta e agli Ordini dei medici, con la quale si dispongono interventi immediati per accelerare le somministrazioni e arginare il rischio di una diffusione più ampia del batterio.
La task force regionale e i numeri della difterite
Proprio oggi, 28 agosto, si è tenuta la prima riunione operativa della task force regionale, istituita dall’assessore Caruso proprio per affrontare l’emergenza e coordinare le misure di prevenzione. Il gruppo di lavoro, composto da esperti e tecnici del settore, ha il compito di monitorare costantemente l’andamento della situazione, analizzare le criticità legate alle coperture vaccinali e predisporre interventi mirati laddove le percentuali di immunizzazione risultano più basse.
Sebbene la difterite fosse considerata una malattia quasi dimenticata, grazie alla vaccinazione di massa dei bambini nei primi mesi di vita che nel secolo scorso aveva portato a un drastico calo dei contagi, gli ultimi episodi palermitani hanno riacceso i riflettori su una patologia che non può essere sottovalutata.
Va ricordato, peraltro, che la mortalità da difterite cominciò a declinare in Italia e nei Paesi più industrializzati già prima dell’avvento dei vaccini, grazie al miglioramento delle cure con l’introduzione del siero antidifterico di cavallo, in grado di neutralizzare la tossina, e alla successiva scoperta degli antibiotici, che agiscono direttamente sul batterio Corynebacterium diphtheriae.
Le misure del piano straordinario: centri aperti e controlli rafforzati
Il piano straordinario varato dalla Regione Siciliana si articola su diversi livelli di intervento. Da un lato, viene potenziata l’offerta vaccinale con l’apertura di centri in orari aggiuntivi e la possibilità di effettuare le somministrazioni anche presso gli studi dei pediatri di libera scelta che aderiranno all’iniziativa. Dall’altro, vengono intensificati i controlli per individuare i bambini che non hanno ancora ricevuto le vaccinazioni obbligatorie previste per la fascia d’età 0-6 anni, con l’obiettivo di richiamare le famiglie inadempienti e scongiurare il rischio di sanzioni.
La circolare firmata da Caruso e Scalzo sottolinea la necessità di agire con tempestività, soprattutto in quei territori dove le coperture vaccinali risultano storicamente più basse, per evitare che il batterio possa trovare terreno fertile e causare nuovi focolai. L’assessore Caruso ha parlato di interventi “subito” nelle aree critiche, chiarendo che la priorità è quella di proteggere i più piccoli e garantire la sicurezza collettiva in prossimità dell’inizio delle lezioni scolastiche.
L’obbligo vaccinale e la risposta delle istituzioni sanitarie
La normativa italiana prevede già l’obbligo di alcune vaccinazioni per i minori fino a 6 anni, tra cui quella contro la difterite, ma il piano straordinario della Sicilia mira a rafforzare l’applicazione di questi dettami legali attraverso un’azione sinergica tra Regione, Asp, pediatri e medici di famiglia.
La task force, oltre a monitorare i dati epidemiologici, dovrà proporre soluzioni organizzative per superare eventuali ostacoli burocratici o logistici che potrebbero rallentare le somministrazioni, e valutare la possibilità di attivare campagne di comunicazione mirate per sensibilizzare i genitori sull’importanza della vaccinazione. L’obiettivo è quello di raggiungere e mantenere le soglie di copertura raccomandate, che rappresentano l’unica vera barriera contro il ritorno di malattie che per decenni sono state tenute sotto controllo.
La circolare inviata alle Asp e agli Ordini dei medici costituisce il primo tassello di un percorso che vedrà nelle prossime settimane l’attuazione di misure sempre più concrete, a cominciare dall’individuazione dei bambini non vaccinati e dalla programmazione di sedute straordinarie di vaccinazione in tutto il territorio regionale.
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