Difterite in Sicilia, la Regione valuta il rinvio della scuola. Bassetti: "Verifiche individuali"

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Saranno i dati del monitoraggio vaccinale, attualmente in corso da parte delle Aziende Sanitarie Provinciali, a fornire la base per la decisione della Regione Siciliana riguardo a un eventuale rinvio dell'avvio dell'anno scolastico.

Mentre la macchina amministrativa e sanitaria si prepara ad accogliere il primo punto della situazione, previsto per venerdì 28 agosto in occasione dell'insediamento della task force regionale voluta dall'assessore alla Salute Marcello Caruso, il dibattito si infiamma a causa delle dichiarazioni del noto infettivologo Matteo Bassetti, che ha apertamente caldeggiato un rinvio delle lezioni per garantire la sicurezza nelle aule.

La proposta di Bassetti: "Rinviare per verificare"

Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, ha lanciato un appello sui social network, sottolineando come la situazione delle coperture vaccinali in Sicilia renderebbe "ragionevole valutare un breve rinvio dell'inizio delle lezioni, almeno nelle scuole primarie".

L'obiettivo, spiega lo specialista, è duplice: consentire alle autorità sanitarie di effettuare una verifica puntuale dello stato vaccinale di ciascun iscritto e, contestualmente, attivare eventuali percorsi di recupero per i soggetti non in regola con le somministrazioni obbligatorie. Bassetti ha precisato che la sua posizione non è contro nessuno, ma è dettata esclusivamente da ragioni di sanità pubblica e prevenzione, e ha ricordato come la vaccinazione contro la difterite sia obbligatoria per legge.

Non sarebbe sufficiente, a suo avviso, basarsi su dati aggregati o autocertificazioni; occorre invece una verifica "persona per persona" della reale avvenuta somministrazione dei vaccini, per scongiurare il ripetersi di casi come quello che ha sconvolto la comunità palermitana. Nel suo intervento, l'infettivologo ha inoltre sottolineato come la complessità della diagnosi precoce della difterite rappresenti una criticità, difendendo di fatto il lavoro dei colleghi che avevano avuto in cura la bambina.

L'iter della task force e le scadenze regionali

La richiesta di Bassetti arriva mentre la Regione ha già avviato un percorso istituzionale per fare chiarezza. L'assessore Caruso ha infatti istituito una task force dedicata, il cui primo incontro è fissato per venerdì 28 agosto. Sarà proprio in quella sede che verrà effettuato il primo punto sulla base dei dati raccolti dalle Asp, i quali, al momento, dipingono un quadro di coperture vaccinali al di sotto delle soglie di sicurezza raccomandate per garantire l'immunità di gregge.

La decisione finale, sebbene ancora in fase di valutazione, impatterebbe direttamente sul calendario scolastico regionale, già segnato dalla necessità di contemperare esigenze didattiche e sanitarie. I genitori, nel frattempo, hanno preso d'assalto gli ambulatori vaccinali per mettersi in regola, come riportato da varie fonti locali che documentano un'affluenza straordinaria ai centri di Palermo e provincia.

I numeri delle coperture e la corsa alle vaccinazioni

A spingere verso una riflessione così radicale sono i numeri delle vaccinazioni, che in Sicilia risultano preoccupanti. I dati relativi al vaccino esavalente, che protegge tra le altre malattie anche dalla difterite, registrano una copertura attestata intorno all'85%, una percentuale ritenuta insufficiente per arginare la circolazione del batterio. Il crollo delle adesioni, aggravato dopo la pandemia di Covid-19, è stato alimentato da fake news, da una crescente sfiducia verso le istituzioni e dalla carenza di pediatri sul territorio.

In questo scenario, la proposta di Bassetti di posticipare il rientro a scuola assume i contorni di una misura precauzionale per evitare che, in un ambiente ad alto tasso di aggregazione come la scuola, si possano verificare nuovi focolai. La Regione, dal canto suo, ha già potenziato l'offerta vaccinale con l'attivazione di numerosi ambulatori e centri aperti per recuperare le dosi mancanti, come segnalato dall'Asp di Palermo che ha messo a disposizione ventuno centri vaccinali in città e provincia.

La posizione della Regione e le prossime mosse

Mentre la macchina dei controlli si mette in moto, la direttiva dell'assessore Caruso impone alle Asp di intensificare il monitoraggio per fornire un quadro il più possibile dettagliato entro la fine della settimana. L'eventuale rinvio delle lezioni, che potrebbe riguardare le scuole primarie come suggerito da Bassetti, rappresenterebbe una decisione storica e di forte impatto, una misura che andrebbe a incidere sull'organizzazione di migliaia di famiglie.

Tuttavia, la priorità rimane quella di garantire un ambiente sicuro per i più piccoli, come dimostra la celere attivazione dei centri vaccinali e l'apertura del dibattito sulla possibilità di una verifica approfondita "al banco di prova" dei documenti sanitari. Il nodo centrale resta quello di coniugare il diritto all'istruzione con il diritto alla salute, due pilastri che in questo momento richiedono un equilibrio delicato e una regia attenta da parte delle istituzioni regionali.

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