Pogacar vince il Fiandre, terzo sigillo nella classica belga tra fatica e distacco su van der Poel
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Redazione Sport
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Tadej Pogacar ha vinto per distacco la centodecima edizione del Giro delle Fiandre, imponendosi al termine di una frazione epica lunga quasi duecentottanta chilometri, partita da Anversa e conclusasi a Oudenaarde. Lo sloveno della Uae Emirates, reduce dal primo successo nella Milano-Sanremo dello scorso 21 marzo, ha così centrato il terzo trionfo nella classicissima belga, il secondo consecutivo, raggiungendo nell’albo d’oro altri otto fenomeni che erano riusciti nell’impresa. Al traguardo, Pogacar ha preceduto di una trentina di secondi l’olandese Mathieu van der Poel, indicato alla vigilia come il suo antagonista principale, mentre alle loro spalle si è piazzato un combattivo Remco Evenepoel al debutto nella Ronde.
Una condotta di gara spregiudicata, contro ogni tatticismo
Decide di aprire il gas a cento chilometri dal traguardo, portandosi via il meglio del meglio, quindici corridori dal pedigree elevato. Per molti, avrebbe vinto a mani basse, senza se e senza ma; invece deve faticare e anche parecchio, tanto che lungo gli ultimi tre muri del Fiandre «batteva» di spalle – per usare una metafora pugilistica – e sul viso non riusciva a nascondere quella fatica e quel dolore che per lui sono rarissimi. Quasi umano, però, non vuole dire battibile: Pogacar vince di forza, con una condotta di gara che va contro ogni tatticismo, lasciando i direttori sportivi sull’ammiraglia, perché questi ragazzi ormai decidono da soli quando e come colpire.
L’accoppiata con la Milano-Sanremo che mancava da Merckx
Lo sloveno ha centrato così un’accoppiata che nella stessa stagione era riuscita soltanto a Eddy Merckx: quella tra la Milano-Sanremo e il Giro delle Fiandre, due monumenti molto diversi tra loro ma entrambi domati da una forza che sembra non avere parametri di paragone contemporanei. Pogacar affronta avversari e muri di petto, sputa l’anima, e nonostante il distacco finale di trenta secondi – che potrebbe apparire rassicurante – la vittoria è stata costruita con una sofferenza inedita per uno abituato a dominare senza appello.
I favoriti si spartiscono la top five, ma il fenomeno resta solo
L’edizione è stata spettacolare, con i cinque favoriti della vigilia che si sono spartiti le prime cinque posizioni: dietro a Pogacar e van der Poel, infatti, si sono classificati Evenepoel terzo, Wout Van Aert quarto e Mads Pedersen quinto. Per una volta, il ciclismo ha fatto la figura più bella, quella delle figurine che prendono vita sui muri e sui settori in pavé, senza bisogno di calcoli né di attendismi. Pogacar rimane in corsa per vincere tutte e cinque le classiche monumento in stagione – dopo Sanremo e Fiandre mancano Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi e il Giro di Lombardia – ma questo, per ora, è solo un dato di fatto, non una promessa.




