Giro delle Fiandre 2025, Van der Poel e Pogacar favoriti: dove vedere la gara in tv
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Redazione Sport
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Ha preso il via alle 10.15 da Bruges il Giro delle Fiandre, seconda Monumento del calendario ciclistico dopo la Milano-Sanremo, con arrivo previsto a Oudenaarde dopo 268,9 chilometri di strade insidiose, muri e pavé. Tra i principali candidati alla vittoria, Mathieu van der Poel e Tadej Pogacar, rispettivamente campione in carica e vincitore dell’edizione 2023, entrambi reduci da un inizio di stagione dominatore. L’olandese, fresco trionfatore alla Sanremo, e lo sloveno, sempre protagonista nelle corse di un giorno, dovranno però vedersela con un lotto di avversari pronti a stravolgere i piani.
Filippo Ganna, reduce da un ottimo terzo posto nella Classicissima, prova a inserirsi nella lotta, dimostrando una forma che lo rende competitivo anche su percorsi tradizionalmente meno adatti alle sue caratteristiche. Accanto a lui, altri big come Wout van Aert e Mads Pedersen, quest’ultimo reduce dal successo alla Gand-Wevelgem, cercheranno di approfittare di ogni occasione per staccare i due super favoriti. Non mancano, tra gli outsider, nomi come Florian Vermeersch e Alberto Bettiol, capaci in passato di sorprendere sui tornanti fiamminghi.
La diretta televisiva è affidata in esclusiva a Eurosport e Discovery+, mentre gli appassionati possono seguire il live testuale su portali specializzati. In gara, dopo i primi chilometri, si è già delineata una fuga di testa, con il gruppo che mantiene un ritmo elevato sotto la spinta di capitani come Nils Politt. Intanto, si avvicina il secondo passaggio sull’Oude Kwaremont, uno dei muri decisivi, dove spesso si giocano le sorti della corsa.
Van der Poel, intervistato prima della partenza, ha sottolineato come la presenza di numerosi corridori ambiziosi possa rendere la gara imprevedibile. "Molti proveranno a forzare la mano prima del finale", ha detto il campione della Alpecin-Deceuninck, consapevole che controllare ogni attacco sarà quasi impossibile. Pogacar, dal canto suo, sembra aver studiato una strategia più attendista, puntando tutto sulla resistenza e sugli ultimi chilometri, dove in passato ha spesso fatto la differenza.




