Giro delle Fiandre 2026, niente Rai nemmeno in differita: dove vedere la corsa di Pogacar e Van der Poel

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sarà una domenica, quella di Pasqua, interamente dominata dal ciclismo, ma con un’importante precisazione tecnica per gli appassionati italiani: la Rai, si badi bene, non trasmetterà la 110esima edizione del Giro delle Fiandre, né in diretta né tantomeno in differita. Il segnale, dunque, va cercato altrove, su canali che – a differenza del servizio pubblico – hanno stretto accordi per i diritti della Ronde van Vlaanderen, la seconda Classica Monumento della stagione dopo la Milano-Sanremo. La corsa, in programma per domani domenica 5 aprile, prevede un percorso massacrante di 278,2 chilometri, con partenza da Anversa e arrivo ad Oudenaarde, costellato da ben sedici muri, quelle salite tipiche del pavé belga che spezzano le gambe e la tattica di squadra.

I quattro moschettieri del pavé: un’edizione da record

Definire “stellare” questo Giro delle Fiandre sarebbe persino riduttivo, visto che per la prima volta in una classica di un giorno – e il dato è clamoroso – si ritrovano al via contemporaneamente quattro fenomeni assoluti: Tadej Pogacar, Mathieu Van der Poel, Remco Evenepoel e Wout Van Aert. Nessuno di loro, finora, si era mai sfidato in una corsa in linea di un giorno; li avevamo incrociati soltanto in tre edizioni dei Mondiali, dal 2021 al 2023, ciascuno con la maglia della propria nazionale. Ecco perché il biglietto per il settore Vip sul Vecchio Qwaremont, quello con lo champagne incluso, supera ormai i 500 euro: lo spettacolo, è facile prevederlo, sarà semplicemente gigantesco.

Gianni Bugno e il ricordo del 1994: “Oggi è più attraente”

Nella lista dei partenti, tra i pochi italiani capaci di iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro della corsa, spicca il ricordo – ormai lontano trentadue anni – di Gianni Bugno. Correva l’anno 1994 quando il brianzolo, in sella alla Polti (maglia recentemente riapparsa nel gruppo), riuscì a imporsi sul traguardo di Meerbeke con un soffio sul fiammingo Johan Museeuw, allora considerato il padrone di casa per eccellenza. Quella fu la sua seconda Monumento dopo la Milano-Sanremo del 1990. Lo stesso Bugno, interpellato in queste ore, ha definito l’edizione odierna “più attraente” rispetto al suo tempo, indicando in Pogacar il favorito indiscusso: una considerazione, la sua, che pesa come un macigno sulla vigilia.

Evenepoel cambia programma e raddoppia la sfida

A rendere ancora più imprevedibile la corsa, però, è la presenza di Remco Evenepoel – ora in forza alla Red Bull – alla sua prima partecipazione in carriera al Giro delle Fiandre. Il belga, va ricordato, non aveva inizialmente inserito la Ronde nel suo calendario, preferendo una pausa tra il Giro di Catalogna e l’Amstel Gold Race del 19 aprile, prima classica delle Ardenne. E invece, eccolo al via, deciso a misurarsi con gli altri tre big su un terreno, quello dei muri, che fino a oggi gli era rimasto estraneo. Le alternative in streaming per seguire l’evento, in assenza della Rai, sono quindi l’unica via per non perdersi quello che molti addetti ai lavori definiscono il Giro delle Fiandre più atteso degli ultimi decenni.

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