Woolrich concentra le operazioni a Torino, a rischio 139 lavoratori a Bologna e Milano

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo BasicNet, che lo scorso novembre ha perfezionato l’acquisizione di Woolrich Europe per una cifra attorno ai quaranta milioni di euro, ha avviato una profonda riorganizzazione delle attività continentali del celebre marchio di abbigliamento outdoor. La strategia, che punta a razionalizzare le strutture e a concentrare le funzioni, prevede la chiusura degli uffici di Milano e Bologna, lasciando intatta invece la rete dei punti vendita. Una scelta operativa che, se da un lato risponde a logiche di consolidamento aziendale, dall’altro impatta direttamente sulle esistenze di centotrentanove persone, le quali si trovano ora a dover valutare una opzione complessa: trasferirsi nella sede unica di Torino entro il prossimo mese di marzo.

Il bivio contrattuale per i dipendenti

La procedura, formalmente prevista dai contratti di lavoro, costringe i dipendenti – centonove nella sede bolognese e trenta in quella milanese – a una decisione dalle conseguenze significative. Coloro che accetteranno di spostarsi dovranno ridisegnare la propria vita quotidiana, con tutto ciò che ne consegue in termini di logistica, relazioni familiari e radicamento sul territorio. Chi invece rifiuterà la nuova destinazione, stando a quanto riportato dalle cronache locali, si troverebbe nella posizione di chi si dimette volontariamente, una circostanza che preclude tra l’altro l’accesso alle tradizionali forme di sostegno come l’indennità di disoccupazione. Un meccanismo che, pur nel rispetto delle norme, solleva questioni di carattere sostanziale riguardo alla tutela del posto di lavoro in fase di transizione proprietaria.

La reazione delle parti sociali e l’appello politico

Di fronte a questa prospettiva, le rappresentanze sindacali sono passate immediatamente alla mobilitazione, annunciando uno stato di agitazione e minacciando azioni di protesta, tra le quali non si esclude neppure lo sciopero, per contestare una decisione giudicata troppo drastica e lesiva dei diritti dei lavoratori. Parallelamente, la vicenda ha oltrepassato i confini aziendali per approdare nel dibattito pubblico cittadino, coinvolgendo le istituzioni locali. Il sindaco di Bologna, intervenendo nel corso di un’altra assemblea operaia, ha lanciato un appello diretto all’azienda, esortandola a fermarsi e a riconsiderare la chiusura di quello che ha definito un “marchio storico” per la città, il cui legame con il territorio rischia così di essere fortemente indebolito.

La riorganizzazione nel settore dell’abbigliamento

L’operazione di BasicNet su Woolrich si inserisce in un quadro più ampio di ristrutturazioni nel comparto della moda e dell’abbigliamento, dove fusioni e acquisizioni sono spesso seguite da processi di integrazione volti a creare sinergie e a ridurre i costi. La scelta di accentrare le funzioni europee a Torino, sede legale del gruppo acquirente, risponde a questa esigenza di ottimizzazione, sebbene il prezzo da pagare sia, in questo caso specifico, un pesante stravolgimento per una porzione consistente della forza lavoro. La sfida, ora, risiede nella capacità delle parti di trovare un punto di equilibrio tra le necessità imprenditoriali e la salvaguardia dell’occupazione, in un dialogo che dovrà necessariamente tenere conto delle istanze sociali sollevate dalla decisione.

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