Woolrich, la regione si attiva sulla vertenza per i 139 trasferimenti a Torino

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La crisi che investe Woolrich, dopo l'acquisizione del marchio da parte del gruppo torinese BasicNet, ha spinto le istituzioni regionali a intervenire formalmente. Il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, ha annunciato l'apertura di una discussione sulla vicenda, sottolineando come l'assessore al Lavoro Giovanni Paglia abbia già preso contatti con la proprietà. La mossa della nuova capogruppo, che controlla brand come Kappa e Superga, ha generato un'onda di preoccupazione tra i dipendenti, i quali, attraverso una lettera dal tono aspro, rivendicano il proprio ruolo nel tenere in piedi l'azienda anche nei periodi più complessi e chiedono di essere ascoltati.

Il piano di BasicNet e la reazione dei lavoratori

Il piano industriale, comunicato a poche settimane dalla firma dell'acquisizione avvenuta il primo dicembre, prevede la chiusura degli uffici di Bologna e di Milano – operazione che non tocca, almeno in questa fase, i punti vendita – e il conseguente trasferimento "forzato" di 139 persone verso la nuova sede unica di Torino. Una scelta, questa, motivata dalla proprietà come strategica per il rilancio del marchio, ma che di fatto costringe i dipendenti a una scelta drastica tra il cambiare vita o perdere il posto. Nella loro missiva, i lavoratori pongono l'accento sulla dedizione profusa in anni non semplici, un elemento che, a loro dire, merita considerazione prima di decisioni dall'impatto così profondo sulla sfera personale e professionale di ciascuno.

La posizione della regione e la strada delle trattative

Colla, da parte sua, ha ribadito il principio per cui la Regione Emilia-Romagna si schiera a fianco dei cittadini quando il lavoro è in pericolo, dichiarando che "ci sarà". L'apertura di un tavolo di confronto, del resto, rappresenta la prassi consolidata in un territorio storicamente attento alle dinamiche industriali e alle loro ricadute sociali. L'obiettivo immediato è dunque quello di avviare un negoziato con BasicNet, esplorando ogni margine per attenuare le conseguenze del trasferimento o per trovare soluzioni alternative, in un clima che i sindacati descrivono come teso e che potrebbe sfociare nello stato di agitazione.

Le incognite e il contesto più ampio

La vertenza si inserisce in un quadro nazionale dove operazioni di acquisizione e ristrutturazione generano frequentemente ansie legittime sul destino occupazionale. Mentre la proprietà guarda alle logiche di integrazione e di riposizionamento del brand sul mercato, le persone coinvolte vivono l'incertezza sul proprio futuro. La trattativa che si apre dovrà pertanto misurarsi con questa dualità, cercando un punto di equilibrio tra esigenze d'impresa e diritti dei lavoratori, il cui appello accorato risuona come un monito a non considerare le risorse umane come semplici numeri in un piano aziendale.

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