Decreto Omnibus, familiari e welfare: il vincolo di convivenza salta per le agevolazioni aziendali

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ECONOMIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il decreto legislativo n. 148 del 7 agosto 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 11 agosto, introduce una modifica sostanziale alla disciplina dei familiari ai fini fiscali, correggendo un cortocircuito normativo che rischiava di vanificare gli effetti del welfare aziendale. L'articolo 1 del provvedimento, noto come decreto Omnibus, riscrive il comma 4-ter dell'articolo 12 del D.P.R.

917/1986 (il Testo unico delle imposte sui redditi), separando in modo più nitido due diversi piani: quello delle detrazioni IRPEF per carichi di famiglia e quello dei benefici accessori erogati dal datore di lavoro. La conseguenza più immediata è che, per le agevolazioni come i fringe benefit e i rimborsi spesa del welfare, decade l'obbligo di convivenza per una serie di parenti, tra cui fratelli, suoceri, generi e nuore.

La genesi del cortocircuito normativo

Per comprendere la portata dell'intervento, occorre ripercorrere le tappe della riforma. La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) aveva ristretto la platea dei soggetti per i quali spettano le detrazioni per carichi di famiglia, eliminando il riferimento ai familiari di cui all'articolo 433 del codice civile. Questa stretta aveva generato un effetto a cascata sul welfare aziendale, disciplinato dall'articolo 51 del Tuir, che per le esenzioni fiscali rinvia proprio all'articolo 12.

Il timore, paventato anche dall'Agenzia delle Entrate, era che la perdita della detrazione IRPEF in senso stretto trascinasse con sé l'esclusione dai benefici fiscali per le aziende e i lavoratori. Un primo tentativo di arginare il problema era arrivato con il decreto legislativo n. 192 del 18 dicembre 2025, che aveva reinserito i familiari dell'articolo 433 c.c. nella nozione fiscale, ma subordinando il beneficio alla convivenza con il contribuente.

La soluzione del decreto Omnibus

Il nuovo correttivo contenuto nel D.Lgs. 148/2026 cancella di fatto questo vincolo, stabilendo che, ogni volta che una disposizione fiscale richiama i soggetti definiti dall'articolo 12 del TUIR, le agevolazioni spettano a prescindere dal fatto che per essi sia effettivamente riconosciuta la detrazione IRPEF. In pratica, il perimetro dei beneficiari del welfare aziendale torna ad allinearsi alla formulazione storica delle norme sul lavoro, che non richiedeva la convivenza per i cosiddetti "altri familiari".

L'Agenzia delle Entrate ha già recepito il nuovo orientamento, come si evince dalla risposta all'interpello n. 163/2026, in cui ha chiarito che i rimborsi per le spese di degenza in RSA di un genitore non convivente sono esenti da Irpef. La norma, che produce effetti a partire dal periodo d'imposta 2025, risolve così un'annosa incertezza che aveva complicato la gestione dei piani di welfare da parte di imprese e professionisti.

Le ricadute operative per imprese e lavoratori

L'impatto pratico della modifica è rilevante. In precedenza, se un'azienda avesse erogato un rimborso per le spese di istruzione o assistenza di un familiare non convivente come fratello o suocero, quel valore avrebbe potuto concorrere alla formazione del reddito imponibile del dipendente, con un aggravio fiscale a suo carico. Con la nuova disciplina, invece, il rimborso resta esente, come ribadito anche in un altro recente interpello (n.

159/2026), in cui l'Agenzia ha confermato che l'esenzione per le spese di istruzione dei familiari ex articolo 12 vale anche se il pagamento è stato materialmente effettuato dal coniuge del dipendente. La condizione imprescindibile, come sempre, è la corretta documentazione che comprovi la natura della spesa e il soggetto che ne ha fruito. La detrazione per i familiari a carico in dichiarazione, invece, resta disciplinata dalle regole ordinarie: per gli ascendenti (genitori, nonni) è necessaria la convivenza, mentre per gli "altri familiari" la detrazione non spetta più in ogni caso.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.