Welfare aziendale, più familiari ammessi dopo il correttivo Omnibus

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il welfare aziendale torna ad aprirsi a una platea più ampia di familiari grazie al decreto correttivo Omnibus, che supera le limitazioni introdotte nel 2025 e ricomprende tra i soggetti fiscalmente rilevanti anche fratelli, suoceri, generi, nuore e genitori non conviventi con il contribuente. Il D.Lgs. n. 148/2026 interviene infatti sulle restrizioni previste dal D.Lgs. n. 192/2025, con conseguenze che emergono soprattutto sul fronte delle agevolazioni fiscali applicabili ai piani di welfare aziendale. Per le detrazioni IRPEF relative a figli e familiari a carico in dichiarazione non cambia invece nulla, mentre per imprese e lavoratori si amplia nuovamente l'ambito dei familiari destinatari di determinate prestazioni agevolate.

Welfare aziendale e familiari: cosa cambia con il correttivo Omnibus

La modifica arriva dopo due anni di interventi che avevano prima ristretto e poi nuovamente ampliato la nozione fiscale di familiare. La stretta applicata dal 2025 aveva escluso fratelli, suoceri, generi e nuore, oltre ai genitori che non convivono con il contribuente, riducendo così il numero dei soggetti rilevanti anche per alcune misure collegate al welfare aziendale. Con il correttivo Omnibus questa limitazione viene superata e i familiari indicati rientrano nuovamente nella platea presa in considerazione dalla disciplina fiscale. Il passaggio assume quindi un rilievo operativo soprattutto quando i piani aziendali prevedono prestazioni, servizi o rimborsi rivolti ai familiari dei dipendenti.

Un elemento centrale riguarda l'assenza dell'obbligo di convivenza in alcune delle situazioni considerate. L'Agenzia delle Entrate ha infatti riconosciuto l'esenzione per un rimborso erogato in favore di un familiare non convivente, un chiarimento che si inserisce nel nuovo assetto determinato dall'ampliamento della platea. La conseguenza immediata riguarda la possibilità di considerare anche familiari che non vivono con il dipendente quando ricorrono le condizioni previste per il trattamento agevolato. Il cambiamento non modifica invece le regole indicate per le detrazioni relative ai familiari a carico nella dichiarazione dei redditi, che restano distinte dagli effetti prodotti nell'ambito del welfare.

Rimborsi per istruzione, assistenza e ricovero dei familiari

Le aperture sul welfare aziendale riguardano anche i rimborsi delle spese sostenute nell'interesse dei familiari. Due recenti risposte a interpello dell'Agenzia delle Entrate ampliano le possibilità riconosciute ai dipendenti, includendo le spese di istruzione dei figli anche quando il pagamento è stato materialmente effettuato dal coniuge. I chiarimenti interessano inoltre i costi per assistenza e ricovero in RSA di familiari anziani o non autosufficienti, compresi quelli che non convivono con il lavoratore. La possibilità di ottenere il rimborso non viene quindi collegata in modo automatico alla convivenza, ampliando l'area nella quale i piani aziendali possono trovare applicazione.

Per aziende e lavoratori l'ampliamento rende più estesa la possibilità di utilizzare le misure di welfare per esigenze familiari legate all'istruzione e all'assistenza. La maggiore apertura richiede però attenzione alla corretta formalizzazione dei piani e alla documentazione delle spese sostenute, aspetti richiamati insieme al divieto di duplicazione dei benefici fiscali. I rimborsi devono quindi essere gestiti nel rispetto delle condizioni previste, conservando gli elementi necessari a dimostrare la spesa e il collegamento con il familiare interessato. L'estensione dei beneficiari non elimina gli adempimenti richiesti per applicare correttamente il regime fiscale agevolato.

Gli effetti operativi per imprese e lavoratori

Il nuovo quadro incide direttamente sulla gestione dei piani di welfare aziendale perché amplia i rapporti familiari che possono assumere rilevanza ai fini delle agevolazioni. Le imprese possono trovarsi a gestire richieste riferite non soltanto ai figli o ai familiari conviventi, ma anche a fratelli, suoceri, generi, nuore e genitori non conviventi, nei casi ammessi dalla disciplina. Per i lavoratori aumenta di conseguenza il numero delle situazioni familiari che possono rientrare nelle prestazioni previste dal piano aziendale, in particolare quando si tratta di spese di istruzione, assistenza o ricovero. Restano centrali la corretta configurazione del beneficio e la verifica della documentazione presentata.

La distinzione tra welfare aziendale e detrazioni IRPEF continua comunque a essere essenziale. Il correttivo Omnibus interviene sulla nozione fiscalmente rilevante di familiare e produce effetti immediati nell'ambito delle misure di welfare, ma non modifica quanto previsto per le detrazioni per figli e familiari a carico in dichiarazione. Le recenti indicazioni dell'Agenzia delle Entrate si concentrano invece sui rimborsi e sulla possibilità di riconoscere l'esenzione anche quando la spesa riguarda un familiare non convivente o, nel caso dell'istruzione dei figli, quando il pagamento è stato materialmente sostenuto dal coniuge. Per l'applicazione concreta restano determinanti formalizzazione, documentazione e assenza di duplicazioni fiscali.

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