Garlasco, Lovati a Verità Nascoste: «Io non ho mai chiesto un soldo». Infante e De Rensis sulle omissioni nell'inchiesta

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Milo Infante ha aperto la puntata di martedì 13 ottobre 2026 di Verità Nascoste, in prima serata su Retequattro, tornando sul caso di Garlasco con un taglio preciso: dagli errori della vecchia inchiesta fino alle testimonianze più recenti. Tra i temi affrontati, l'intervista a Massimo Lovati, ex legale di Andrea Sempio, che ha risposto alle domande sul presunto accordo corruttivo con l'allora Polizia giudiziaria di Pavia.

Il giallo dei 15mila euro e la versione di Lovati

Al centro della vicenda ci sono i pagamenti legati alle indagini del 2017 e i rapporti tra i legali che allora seguivano la posizione di Sempio. Lovati ha respinto ogni addebito con una battuta secca: «Io non ho mai chiesto neanche un soldo». Di fronte all'ipotesi investigativa della Procura, l'ex difensore ha prospettato due spiegazioni alternative: o gli altri professionisti hanno agito senza coinvolgerlo, non fidandosi del suo parere, oppure l'intera ricostruzione è priva di fondamento.

«I casi sono due: o loro non si sono fidati di me, del mio parere, e hanno detto: “Questo avvocato è scemo, quindi noi seguiamo le nostre strade”, oppure è tutta una montatura», ha dichiarato. Pur negando di aver mai sollecitato denaro, Lovati ha riferito di aver ricevuto telefonate dai colleghi che lo avvertivano dell'arrivo di un acconto da parte di Sempio e lo invitavano a ritirare la sua parte.

Le versioni dei colleghi e i rapporti professionali

Secondo il racconto dell'ex legale, gli altri avvocati avrebbero inizialmente sostenuto di non aver ricevuto somme, salvo poi fornire una ricostruzione diversa davanti agli inquirenti di Brescia. Quando gli viene ricordato che i colleghi avrebbero dichiarato di aver percepito 15mila euro ciascuno, Lovati replica: «Si vede che si sono ricordati chi era il loro maestro e hanno fatto altrettanto». Alla domanda se avessero dunque modificato la versione, risponde: «Sembrerebbe di sì».

Nel corso dell'intervista, Lovati ha anche ricostruito i rapporti professionali con Federico Soldani, Angela Taccia e Tizzoni, che ha descritto come suoi praticanti, e con Simone Grassi, che a suo dire era un «abogado», ossia un professionista abilitato in Spagna, e operava con il supporto di Soldani. Interrogato da Infante sulla cifra elevata per un avvocato alle prime armi, Lovati non ha dato un giudizio diretto sull'importo, limitandosi a riconoscere il lavoro svolto nella preparazione degli atti.

Le omissioni e gli errori nella vecchia inchiesta

Nel corso della puntata, Infante ha riproposto alcuni dei passaggi più discussi della vecchia indagine, dalla perquisizione dell'auto di Alberto Stasi al clima ostile verso la nuova inchiesta, fino alle doppie analisi negative del DNA. La trasmissione ha dedicato spazio anche alle presunte omissioni negli accertamenti, con l'intervento dell'avvocato Antonio De Rensis, che ha commentato le minacce e le intimidazioni nei confronti dei carabinieri impegnati nelle indagini e i presunti errori del RIS.

Il legale ha definito «gravissimo» quanto emerso dal quadro ricostruito in trasmissione, sollevando dubbi sulla tenuta di un impianto investigativo costruito senza le prove di un test scientifico.

Feltri e l'attacco alla condanna di Stasi

Spazio anche all'intervista a Vittorio Feltri, che ha ribadito la sua posizione sull'intera vicenda giudiziaria di Garlasco. Il giornalista, da anni sostenitore dell'innocenza di Alberto Stasi, ha definito la condanna «al limite della comicità involontaria» e ha parlato di un «branco di imbecilli» come responsabile del percorso che ha portato alla sentenza definitiva. Feltri ha anche affrontato il tema della revisione, esprimendo la convinzione che si arriverà a una riapertura del processo, pur manifestando dubbi sulla capacità della magistratura di rivedere un proprio giudizio.

Nel corso della puntata è stata inoltre ricordata la scadenza dei termini per il deposito delle contro-consulenze della difesa di Sempio, attese in Procura a Pavia tra il 15 e il 16 ottobre.

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