Milleri su Mediobanca e Banca Generali: «Operazione senza vinti né vincitori, ma aspettiamo Donnet»
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Redazione Economia
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Francesco Milleri, presidente di Delfin e amministratore delegato di EssilorLuxottica, ha scelto un tono cauto nel commentare l’offerta pubblica di scambio lanciata da Mediobanca su Banca Generali, durante l’assemblea dei soci del colosso dell’occhialeria a Parigi. «È veramente difficile dare un giudizio, visto che non abbiamo ancora i dettagli», ha affermato, sottolineando come Delfin – holding della famiglia Del Vecchio – sia coinvolta in entrambe le realtà finanziarie con investimenti di peso simile. «Gradiremmo che operazioni come questa non avessero né vinti né vincitori», ha aggiunto, lasciando intendere una posizione neutrale ma non priva di interesse.
Quella di Milleri è una voce rilevante, considerato che Delfin detiene quasi il 10% di Mediobanca e una quota significativa di Generali, azionista di riferimento di Banca Generali. Pur evitando di schierarsi, il manager ha comunque riconosciuto i meriti di Alberto Nagel, ad di Mediobanca. «Alberto alcune cose per la banca le ha già fatte, sta cambiandone la forma», ha osservato, pur notando come il banchiere sia stato «forse un po’ spinto» dagli azionisti finanziari interessati a migliorare le performance. Un accenno, quest’ultimo, che riflette le tensioni negli ultimi mesi nel settore, dove si sono susseguite sei offerte pubbliche tra fine 2024 e inizio 2025, in un clima da «House of Cards» secondo alcuni osservatori.




