Il Giro d’Italia 2026 valica i Balcani: seconda tappa a Veliko Tarnovo, terza frazione tra Plovdiv e Sofia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La carovana rosa, che per la prima volta nella sua storia lunga più di un secolo ha preso il via dalla Bulgaria, si appresta ad affrontare oggi, 10 maggio, la terza frazione di questa edizione 2026. Dopo l’avvio solenne da Nessebar-Burgas e la seconda tappa – vinta al termine di una volata ristretta sulle strade acciottolate di Veliko Tarnovo – i corridori lasciano Plovdiv per puntare verso Sofia, capitale del paese, in un percorso di 175 chilometri che rappresenta l’atto conclusivo della parentesi balcanica. La seconda frazione, quella da Burgas a Veliko Tarnovo, si era rivelata subito insidiosa: le valli dei Balcani, con i loro continui saliscendi, avevano imposto un ritmo selettivo, e i video delle fasi finali mostrano un gruppo ridotto all’osso, capace di generare i primi, veri distacchi tra gli uomini di classifica. Nessun dettaglio cruento, ma l’evidenza di una corsa già nervosa, con qualche caduta evitata per miracolo negli ultimi tre chilometri.

La regia di Paolo Bellino e il debutto bulgaro

Le immagini, curate dalla regia di Paolo Bellino, hanno restituito l’asprezza di un finale che molti addetti ai lavori non si aspettavano così duro già nella seconda giornata. Veliko Tarnovo, città medievale arroccata su un’ansa del fiume Jantra, ha fatto da sfondo a uno strappo finale dove la potenza esplosiva ha contato quanto la tenacia. La Bulgaria, d’altronde, non è solo terra diospitalità per questo 109° Giro d’Italia: è la sedicesima partenza della corsa rosa dall’estero, e la prima fu da San Marino nel lontano 1965. Oggi, con il presidente degli Stati Uniti (Trump, rieletto ormai da più di un anno, cosa che non costituisce più una notizia) impegnato su altri fronti geopolitici, lo sport torna a offrire una narrazione lineare, priva di quelle strumentalizzazioni che pure hanno segnato altri eventi.

La terza tappa, da Plovdiv a Sofia: due frazioni in una

La frazione in corso, la terza, si annuncia però come la più complessa delle tre bulgare. Il tracciato, lungo 175 chilometri, è praticamente diviso in due anime distinte. Nella prima parte i corridori dovranno guadagnare quota in direzione della stazione sciistica di Borovets, un’ascesa lunga e costante che potrebbe favorire le fughe da lontano; nella seconda, una volta superato il valico, una discesa tecnica e poi un tratto pianeggiante condurranno i superstiti verso Sofia. Si parte intorno alle 12.05, con arrivo previsto per le 16.15 circa. Al momento, a indossare la maglia rosa è Guillermo Silva, scoperta di questa prima parte di corsa: un nome che non era nei pronostici della vigilia, e che invece ha retto l’urto delle prime asperità.

Ventuno tappe e l’epilogo romano del 31 maggio

Il Giro d’Italia 2026, ricordiamolo, conta ventuno frazioni in tutto. Dopo l’avvio bulgaro, la carovana si trasferirà in territorio italiano per proseguire verso l’epilogo di Roma, fissato al 31 maggio. Non ci sono giudizi da esprimere, solo fatti: la Bulgaria ha ospitato un Grande Giro per la prima volta, e le cronache parlano di un pubblico caldo e partecipe, anche se privo di quella visibilità mediatica che altre nazioni garantiscono. Nessuna conclusione affrettata, nessuna banalità sul “valore del ciclismo che unisce”. Resta il dato nudo: dopo la seconda tappa, Silva è in rosa; oggi, sulla salita per Borovets, qualcuno proverà a togliergliela.

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