Bombardieri B-2 statunitensi in volo verso Guam: la minaccia silenziosa contro i siti nucleari iraniani
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Due bombardieri stealth B-2 Spirit hanno lasciato la base aerea di Whiteman, nel Missouri, diretti verso Guam, avamposto strategico nel Pacifico occidentale. Scortati da quattro aerei cisterna per il rifornimento in volo, il loro spostamento – rilevato attraverso dati di tracciamento e comunicazioni del controllo aereo – assume un significato particolare nel contesto delle tensioni tra Washington e Teheran, soprattutto dopo le recenti escalation legate al programma nucleare iraniano.
Quello che rende unico il B-2, oltre alla sua capacità di eludere i radar, è la possibilità di trasportare la Massive Ordnance Penetrator, una bomba di profondità progettata per colpire strutture sotterranee. Un’arma che, secondo analisti militari, potrebbe essere l’unica in grado di penetrare il sito di Fordow, dove l’Iran – nonostante le denunce internazionali – avrebbe continuato ad arricchire uranio. L’impianto, scavato nelle montagne e protetto da strati di cemento armato, rappresenta da anni un obiettivo sensibile per Israele e Stati Uniti, che non hanno mai escluso l’opzione militare.
Lo spostamento dei bombardieri verso Guam, territorio statunitese a poche ore di volo dal Medio Oriente, segue quello di altri quattro B-2 dislocati a Diego Garcia, base nell’Oceano Indiano. Una mossa che, se da un lato rientra nelle normali rotazioni operative, dall’altro alimenta speculazioni su un possibile inasprimento della crisi. Fonti vicine all’intelligence israeliana, citate dal Times of Israel e Haaretz, sottolineano come questi velivoli siano stati impiegati in passato per missioni ad alto rischio, come il raid del 2017 contro le strutture chimiche siriane.




