La bomba anti-bunker GBU-57 e il raid Usa sui siti nucleari iraniani
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Mentre la guerra tra Iran e Israele continua ad inasprire gli equilibri mediorientali, l’attenzione si è concentrata su un’arma poco conosciuta ma decisiva: la GBU-57A/B MOP (Massive Ordnance Penetrator), progettata per distruggere strutture sotterranee corazzate. Con un peso di 14 tonnellate e una capacità di penetrazione che supera i 60 metri di cemento armato, questa bomba è stata l’elemento chiave dell’attacco condotto dagli Stati Uniti contro i siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan.
L’operazione, che ha visto impiegati sette bombardieri stealth B-2 Spirit, ha permesso di sganciare 12 ordigni GBU-57, di cui dieci diretti proprio a Fordow, considerato il cuore del programma atomico di Teheran. Gli aerei, invisibili ai radar e capaci di trasportare carichi eccezionali, hanno agito in coordinamento con una flotta di 125 velivoli, dimostrando una precisione strategica senza precedenti.
Intanto, l’Iran ha confermato di aver attaccato una base americana in Qatar, anche se fonti militari statunitensi smentiscono raid su altre installazioni. Donald Trump, insieme ai vertici del Pentagono, sta monitorando la situazione dalla Situation Room, mentre la tensione internazionale rimane altissima.
Prato, indagine su Bugetti e il suo vice in un contesto completamente diverso, ma ugualmente rilevante, la Procura di Prato ha chiesto gli arresti domiciliari per la sindaca Ilaria Bugetti, accusata di poter influenzare le indagini. Il suo vice, Simone Faggi, è sotto inchiesta per false dichiarazioni, in un caso che sembra legato a un più ampio giro di corruzione. Le dimissioni di Bugetti, secondo gli investigatori, potrebbero essere una mossa per evitare misure cautelari più severe.




