Eleonora Giorgi, l'addio tra parole crude e ricordi luminosi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nella Chiesa degli Artisti, a Roma, si è svolto il funerale di Eleonora Giorgi, attrice scomparsa a 71 anni dopo una lunga lotta contro un tumore al pancreas. Un addio che ha unito attori, amici e familiari, in un clima di commozione ma anche di sorrisi, ricordi e parole schiette, come quelle pronunciate dal figlio Andrea Rizzoli. Con una lucidità che non ha esitato a sfiorare l’ironia, Rizzoli ha ricordato la madre con un’onestà disarmante: «Questa è una putt***a, mi perdonerà il monsignore», ha esclamato, riprendendo un’espressione tipica della Giorgi, nota per il suo carattere diretto e anticonformista.
Andrea, insieme al fratello Paolo Ciavarro, ha voluto sottolineare come la madre, pur con i suoi difetti – «era intransigente, collerica, pensava di avere sempre ragione» –, abbia sempre trovato il modo di dedicare ai figli il suo cuore e la sua attenzione. Un ricordo che ha toccato tutti i presenti, tra cui Carlo Verdone, che ha voluto ricordare l’attrice con il nome del personaggio che lei interpretò nel film Bianco, rosso e Verdone: «Per me sarà sempre Nadia. Negli ultimi mesi ha affrontato la malattia con dignità, con una pacatezza filosofica che è molto rara».
Massimo Ciavarro, presente insieme a tanti colleghi come Sergio Castellitto, Rita Rusic e Christian De Sica, ha aggiunto un altro tassello al ritratto di Eleonora: «Negli ultimi giorni era ancora più bella», ha detto, sottolineando come la sua forza e la sua eleganza non siano mai venute meno, nemmeno nei momenti più difficili.
Barbara Palombelli, che poche settimane fa aveva annunciato in televisione l’aggravarsi delle condizioni dell’attrice, era presente insieme a Paolo Ciavarro. La giornalista aveva già scosso il pubblico parlando senza filtri della malattia della Giorgi, ricordando come molti preferiscano nascondere il proprio dolore, mentre lei aveva scelto di condividerlo, ispirata dalla storia di un bambino malato di sei anni.
Il funerale non è stato un luogo di lacrime, ma di celebrazione di una vita vissuta con intensità e autenticità. Eleonora Giorgi, con il suo zucchetto in testa e una rosa bianca tra le mani, è stata ricordata non solo come un’icona del cinema italiano, ma come una donna capace di affrontare la malattia con una dignità che ha lasciato un segno profondo in chi le è stato vicino.




