Mattarella a Grosseto: la violenza sulle donne è «un’emergenza di primaria importanza»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La violenza contro le donne è «un’emergenza di primaria importanza nella vita del nostro Paese». Sergio Mattarella ha scelto la Stanza Rosa del pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto, luogo simbolo del Codice Rosa, per rilanciare l’allarme su un fenomeno che continua a mietere vittime e per indicare nella prevenzione, prima ancora che nella repressione, la strada da percorrere. Il capo dello Stato ha parlato davanti a una platea di rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni, riuniti nell’auditorium della struttura sanitaria maremmana.
Nel suo intervento Mattarella ha richiamato i dati che fotografano la portata del fenomeno: «L’anno passato ci sono stati 97 femminicidi, nel primo semestre di quest’anno già 34». Numeri definiti «negativamente significativi», che secondo il presidente della Repubblica testimoniano come l’allarme resti aperto e richieda una risposta pubblica all’altezza della situazione.
Le cifre citate dal capo dello Stato trovano conferma nei report del Viminale: il 2025 si è chiuso con 97 donne assassinate, in calo rispetto alle 118 dell’anno precedente, mentre il dossier aggiornato al 30 giugno 2026 registra 34 vittime nel primo semestre, contro le 54 dello stesso periodo del 2025.
Per Mattarella non basta reprimere. «Bisogna prevenire, cancellando e rimuovendo questa sorta di ritardo, di deficit, di carenza culturale e di senso dell’umanità che è alla base del fenomeno della violenza nei confronti delle donne, nei confronti di chiunque». Il presidente ha indicato nell’educazione uno strumento decisivo, richiamando «l’esigenza della prevenzione, dell’individuazione delle condizioni di violenza, della formazione e quella dell’educazione, sì, nelle scuole, nelle università come tema di lavoro professionale, ma nelle scuole per trasmettere un senso dei rapporti umani».
Un passaggio che assume un peso particolare in un contesto normativo nel quale, dal 4 giugno 2026, l’educazione sessuoaffettiva nelle scuole secondarie richiede il consenso scritto dei genitori o degli studenti maggiorenni, mentre nelle scuole dell’infanzia e primarie è vietata.
La visita al Misericordia non è stata casuale. È a Grosseto che nel 2009 è nato il Codice Rosa, un percorso di accesso protetto al pronto soccorso riservato alle vittime di violenza. L’intuizione nacque da una discrepanza che medici e operatori sanitari non riuscivano a spiegarsi: nel 2008 la struttura registrava appena due casi di violenza di genere in due anni, mentre i centri antiviolenza provinciali ne contavano 200 e in procura risultavano circa 60 fascicoli aperti.
Da quella presa d’atto prese forma un modello che mette al centro la vittima, con operatori formati che si spostano e una Stanza Rosa dove accogliere le persone in condizioni di sicurezza e riservatezza. Il protocollo si è poi esteso a livello regionale e nazionale, diventando un riferimento per l’assistenza sanitaria, psicologica e sociale.
Mattarella ha voluto esprimere «riconoscenza» a chi ha costruito questo percorso, ricordando i circa quaranta operatori che avviarono l’esperienza nel 2009 e ringraziando «per la passione, per la dedizione, per i sacrifici, per le energie profuse in tutti questi anni».
Il sistema toscano del Codice Rosa ha registrato 35.569 accessi dal 2012 alla fine del 2025. Nel solo 2025 le persone accolte sono state 2.749, tra cui 511 minori e 2.238 adulti, di cui 1.839 donne. La rete coinvolge istituzioni, forze dell’ordine, magistratura e centri antiviolenza, con procedure uniformate dall’ultimo protocollo firmato a luglio 2024 su tempi e obblighi di referto e denuncia.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
