Il treno Champions passa al Dall’Ara: per il Bologna è un sogno, per la Juve un obbligo
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Redazione Sport
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Quello che si gioca domani allo stadio Renato Dall’Ara non è solo un big match tra Bologna e Juventus, ma una partita che potrebbe decidere una stagione intera. Con un solo punto che le separa in classifica – i rossoblù quarti a 62, i bianconeri quinti a 61 – lo scontro diretto assume i contorni di una finale, dove il premio è un posto in Champions League. Per il Bologna, che non approda nella massima competizione europea da oltre mezzo secolo, sarebbe l’approdo a un sogno inaspettato; per la Juventus, invece, l’accesso alla competizione continentale è un obbligo dettato dalla storia e dalle ambizioni di una squadra abituata a lottare per lo scudetto.
Tornando indietro di nove mesi, a metà agosto, pochi avrebbero scommesso su questo scenario. Mentre l’estate italiana infuocava, tra chi già lavorava e chi cercava di allungare le vacanze, il Bologna di Thiago Motta iniziava un cammino che lo avrebbe portato a sfiorare l’impresa. Oggi, però, Motta non è più sulla panchina juventina: dopo l’esperienza fallimentare alla guida della Vecchia Signora, la società ha puntato su Igor Tudor, già volto noto a Torino sia da giocatore che da assistente di Andrea Pirlo.
Dall’altra parte, Vincenzo Italiano, tecnico dei felsinei, ha cercato di smorzare le pressioni alla vigilia dell’incontro. "È umano sbagliare qualche partita", ha detto in conferenza stampa, ricordando come anche l’Inter, dopo la vittoria contro il Bayern Monaco, abbia avuto le sue battute d’arresto. "Negli ultimi anni in Serie A non ci sono più partite scontate", ha aggiunto, sottolineando che gli errori commessi in trasferta verranno corretti.




