Il modello Assolombarda: l'accordo nel Golfo apre la strada alle piccole imprese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre il presidente Sergio Mattarella, in visita istituzionale a Dubai, definiva “un successo politico dell’Italia” l’accordo sistemico tra Unione Europea ed Emirati Arabi Uniti, sul campo la macchina dell’export compiva un passo concreto. Alvise Biffi, alla guida di Assolombarda da otto mesi, ha infatti siglato ad Abu Dhabi un’intesa strategica con il conglomerato kuwaitiano Alghanim, un’operazione che, non a caso, guarda allo sviluppo delle filiere in tutta l’area del Golfo. Quella che è emersa dalle missioni negli Emirati, destinate a concludersi a breve, è una strategia chiara: creare ponti industriali durevoli, capaci di portare le eccellenze produttive italiane ben oltre i confini di un singolo mercato.

Un hub per superare la frammentazione

La firma dell’accordo, avvenuta nell’“Hub for Made in Italy” di Italiacamp, situato nella Sky Tower di Reem Island, non rappresenta un episodio isolato. Al contrario, secondo quanto dichiarato da Biffi, si tratta di un “modello operativo nuovo”, pensato per essere replicato in altri mercati ad alto potenziale; si pensi, tanto per fare qualche esempio, ai Paesi del Mercosur, all’India, al Canada o a quelli dell’area Asean. Il cuore di questo approccio risiede proprio nella volontà di offrire una piattaforma stabile, un punto di aggancio fisico e progettuale che superi la frammentazione tipica dell’offerta italiana, spesso composta da aziende di piccole e medie dimensioni. L’hub diventa così il luogo dove coordinare gli sforzi, presentando un’offerta integrata e di sistema agli attori locali, i quali – come nel caso del potente partner kuwaitiano – cercano non il singolo fornitore, ma un ventaglio di competenze affidabili.

La politica che traccia la strada

Le parole di Mattarella, rivolte a una delegazione di imprenditori italiani a Dubai, hanno fornito la cornice politica a questo sforzo. Il Capo dello Stato ha ricordato come l’Italia sia stata il Paese che “di più ha proposto, insistito, premuto” per giungere a una collaborazione organica tra Ue ed Emirati, un risultato che ora apre scenari commerciali più ampi e strutturati. Questa regia politica, di cui l’incontro al Palazzo Zaabeel con il sovrano di Dubai Mohammed bin Rashid Al Maktoum è stata l’espressione più elevata, rimuove parte degli ostacoli diplomatici e normativi, permettendo agli operatori economici di muoversi su un terreno più solido. È, in altre parole, la premessa necessaria affinché gli accordi settoriali possanno attecchire e generare valore duraturo, trasformando le relazioni bilaterali in progetti industriali concreti.

Le Pmi al centro della strategia

L’obiettivo dichiarato di Assolombarda, che rappresenta il cuore produttivo di una delle regioni più dinamiche del Paese, è proprio quello di coinvolgere le piccole e medie imprese nei progetti strategici della regione. Il “sistema-Italia” di cui spesso si parla trova qui la sua applicazione più pratica: non si tratta semplicemente di vendere prodotti, ma di inserire le capacità distintive delle Pmi in filiere più ampie, promosse da accordi di ampio respiro. L’intesa con Alghanim funge da apripista, dimostrando come una regia associativa forte possa mediare l’accesso a commesse e partnership altrimenti precluse ai singoli. La sfida, ora, è far sì che questo canale, una volta collaudato negli Emirati, diventi una via maestra per esportare know-how, e non solo merci, verso altri mercati strategici, replicando uno schema che sembra aver dato i suoi primi frutti.

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