Boicottaggio accademico a Israele - l'Università di Torino prende una posizione controversa
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Redazione Interno
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L'Università di Torino, sotto la guida del Rettore Stefano Geuna, ha recentemente sospeso le collaborazioni con le istituzioni accademiche israeliane. Questa decisione è stata presa in seguito all'approvazione di una mozione promossa da professori di varie università italiane e attivisti universitari filopalestinesi.
La posizione del Rettore
In una lettera al Corriere della Sera, il Rettore Geuna ha cercato di giustificare questa decisione, che ha causato molte polemiche. Questo atto ha segnato un precedente significativo, poiché l'Università di Torino è il primo ateneo italiano a sospendere la cooperazione con le istituzioni accademiche israeliane.
La reazione della comunità musulmana piemontese
La comunità musulmana piemontese ha espresso la sua opposizione al boicottaggio delle università israeliane. Hanno sottolineato che l'istruzione dovrebbe essere un campo aperto alla conoscenza e allo scambio di idee, e che i rapporti tra istituzioni culturali, come le università, non dovrebbero essere boicottati.
La mobilitazione degli studenti
Dopo la pausa pasquale, gli studenti universitari italiani si sono mobilitati in vista della scadenza del bando Maeci (ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) per l'accordo di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica Italia-Israele. Gli studenti, che erano sul piede di guerra da settimane, hanno organizzato un presidio davanti alla Farnesina e uno sciopero universitario il martedì 9 aprile, alle ore 15, cercando di coinvolgere professori, ricercatori e personale di almeno una ventina di atenei.




