Perin su Spalletti: "Tatticamente fenomenale, un dettaglio fa la differenza"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   In un momento di pausa agonistica, Mattia Perin ha tracciato un bilancio della nuova era juventina inaugurata da Luciano Spalletti, partecipando a un evento organizzato a Fossano dalla storica azienda dolciaria Balocco insieme alla locale società calcistica. Il portiere, che vanta ormai una lunga militanza nel club bianconero iniziata nel 2018, ha affrontato diversi temi con la schiettezza che lo contraddistingue, toccando sia le questioni personali che quelle collettive. Riguardo alle sue condizioni, ha voluto subito tranquillizzare, spiegando di aver avuto un “piccolo affaticamento” che lo ha tenuto fuori dalla Coppa Italia, ma di voler provare a rientrare immediatamente in gruppo per puntare alla sfida contro il Napoli, senza ingigantire un problema che di per sé non è grave.

Il giudizio sul tecnico e il confronto con il passato

Il cuore del suo intervento, come era prevedibile, si è concentrato sulla figura del nuovo allenatore, subentrato sulla panchina della Juventus dopo l’esonero di Igor Tudor. “Spalletti sul piano tattico è fenomenale”, ha esordito Perin, senza mezzi termini, per poi aggiungere che il commissario tecnico “ha delle letture in campo che sono da assoluto fuoriclasse”. Un elogio che, andando oltre la semplice formalità, si è trasformato in una precisa analisi del metodo di lavoro: il portiere ha evidenziato come Spalletti stia facendo capire alla squadra che “un 1% fa tutta la differenza del mondo”, un particolare, una sfumatura che può ribaltare l’esito di una partita. Paragoni con il passato sono quasi inevitabili per un giocatore con la sua esperienza in bianconero, e Perin non si è sottratto, posizionando Spalletti “tra i migliori allenatori che ho avuto”, in una classifica ideale che include anche Massimiliano Allegri, di cui ha riconosciuto pubblicamente la genialità, equiparandola a quella dell’attuale mister.

La gestione del gruppo nonostante le assenze importanti

Le parole del portiere, del resto, non hanno toccato soltanto gli aspetti tecnici, ma hanno svelato anche il clima che si respira all’interno di un gruppo chiamato a reagire dopo un avvio di stagione non esaltante. Un gruppo che, come ha ricordato Perin, deve fare i conti con alcune assenze di peso, come quella del difensore Gatti e, soprattutto, dell’attaccante Vlahovic, la cui degenza sarà “abbastanza lunga”. Di fronte a questi scogli, l’atteggiamento della squadra, secondo il suo racconto, è di totale responsabilità: “siamo la Juve”, ha affermato, con la consapevolezza di chi sa che lo spessore di una rosa si misura anche in queste circostanze. E in attacco, ha sottolineato, ci sono altri elementi come David e Openda che, semplicemente, “se sono qui è perché lo meritano”, pronti a raccogliere la sfida e a dare il loro contributo.

L’equilibrio di uno spogliatoio che guarda avanti

Quello che emerge dal racconto di Perin, infine, è il profilo di una squadra che sta metabolizzando un cambio di guida importante, trovando un nuovo equilibrio sotto la direzione di un tecnico meticoloso e visionario. Senza cadere in pose da protagonista, ma con la concretezza di chi ormai è un punto di riferimento nello spogliatoio, il portiere ha descritto un ambiente lavorativo dove l’attenzione al particolare – quel famoso uno per cento – diventa il mantra per provare a tornare a competere ai massimi livelli. Dopo tre vittorie consecutive, l’atmosfera è positiva, e il gruppo sembra aver accolto con fiducia le idee di Spalletti, il cui approccio, pur nella sua complessità, viene percepito come un valore aggiunto decisivo per il prosieguo della stagione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.