Siria: i ribelli sunniti sfidano Assad

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le migliori divisioni dell'esercito del regime di Bashar al-Assad, compresa quella del fratello del presidente, non hanno retto all'attacco dei combattenti della jihad islamica, che già hanno militato per Al Qaeda e per l'Isis. Dopo la caduta di Aleppo, anche Hama e Homs sono state conquistate dai ribelli, costringendo i migliori comandanti siriani a fughe precipitose, talvolta in elicottero.

Russia e Iran, che nel 2016 erano intervenuti per sedare la rivolta e proteggere l'alleato Assad, ora paiono incapaci di fronteggiare la situazione. Le forze di Hezbollah, impegnate su altri fronti, non possono fornire il supporto necessario, mentre i bombardamenti ordinati da Putin hanno colpito moltissimi civili, aggravando ulteriormente la crisi umanitaria.

In Siria, i ribelli antigovernativi avanzano inesorabilmente. Dopo aver conquistato Aleppo e Hama, puntano ora sulla capitale Damasco. La coalizione dei ribelli filo-turchi, già arrivata alle porte di Homs, ultima città di rilievo prima della capitale, procede decisa verso Damasco. Il regime di Assad scricchiola sempre di più, tanto che per tutta la serata di ieri si sono rincorse voci che lo davano in fuga dalla Siria insieme alla famiglia, con la propaganda pro-regime che cercava di smentire tali notizie.

La Siria si decompone in cantoni, mentre il suo principale protettore, Vladimir Putin, si reca in Bielorussia per firmare un nuovo accordo. Una posizione di apparente distacco dalla crisi siriana, rafforzata da indiscrezioni anonime di fonti russe affidate al sito Bloomberg, secondo cui "non possiamo fare di più fintanto che l’esercito di Assad abbandona le posizioni".

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