Il prete di Gaza al Papa: "Non tutti riescono a fuggire. Salviamo almeno i più piccoli"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La comunità cristiana di Gaza, composta da 1.017 fedeli su 2 milioni e 300mila abitanti della Striscia, si è rifugiata negli edifici della parrocchia della Sacra Famiglia e in quella attigua della comunità greco-ortodossa. In queste ore, le suore del Rosario cercano di offrire protezione a tutti coloro che ne hanno bisogno.

Il parroco di questa piccola enclave cattolica nel territorio musulmano è un argentino, padre Gabriel Romanelli. Papa Francesco ha recentemente telefonato alla parrocchia di Gaza. Ha parlato con padre Yusuf e poi direttamente con il Pontefice, poiché Yusuf non parla bene l'italiano. Il Papa ha assicurato che la comunità è nelle sue preghiere e che conosce la sofferenza che stanno patendo.

Suor Nabila Saleh ha raccontato al Sir la telefonata ricevuta da Papa Francesco. Ha espresso il desiderio di essere una roccia, incapace di farsi scalfire e resistente al dolore. Vorrebbe avere dei superpoteri, come gli uccelli, per fuggire da questa striscia di terra con la sua famiglia, in cerca di un rifugio. Vorrebbe essere un supereroe, per portare via i suoi figli a vivere in pace.

Queste parole si uniscono a quelle dei rappresentanti di altre organizzazioni umanitarie.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.