Minaccia dell’Iran alle basi Usa in Europa, cresce la tensione con la Nato

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La minaccia dell’Iran alle basi Usa in Europa emerge mentre la tensione tra Washington e Teheran resta altissima dopo la scadenza formale del cessate il fuoco previsto dal memorandum di giugno. Il conflitto iniziato il 28 febbraio continua a vivere una fase di stallo, ma nelle ultime ore Teheran ha esteso i propri messaggi di pressione anche oltre il Medio Oriente. Secondo alcune indiscrezioni riportate dal Financial Times, l’Iran starebbe valutando possibili attacchi contro obiettivi militari statunitensi in Europa sudorientale nel caso di un’ulteriore escalation americana.

Il quadro è segnato da un rimescolamento di cariche a Teheran e dalla presenza di dirigenti disposti a continuare il conflitto, insieme a una schiera di pasdaran che non mostrerebbe timore nel prendere rischi. La strategia iraniana passa anche attraverso dichiarazioni, messaggi e indiscrezioni anonime che puntano a trasmettere una posizione precisa: nessun arretramento davanti alla pressione degli Stati Uniti. Le informazioni diffuse restano però non confermate e vengono presentate come ipotesi, mentre la crisi continua a svilupparsi tra minacce e valutazioni sulle possibili mosse future.

Le ipotesi sugli obiettivi americani fuori dal Medio Oriente

Le informazioni raccolte dal Financial Times indicano che Teheran avrebbe preso in considerazione la possibilità di colpire Paesi periferici rispetto alla crisi, ma coinvolti perché sostengono le operazioni aeree statunitensi. La prospettiva riguarda in particolare obiettivi militari americani nell’Europa sudorientale, qualora Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto. Una fonte citata nelle ricostruzioni ha affermato che l’Iran potrebbe estendere la propria azione oltre la regione mediorientale, collegando questa eventualità alla necessità dichiarata da Teheran di reagire alle iniziative statunitensi.

La Nato ha dichiarato di essere pronta ad affrontare «qualsiasi minaccia» mentre il confronto tra Iran e Stati Uniti rischia di coinvolgere aree esterne al teatro principale della crisi. La scadenza del cessate il fuoco ha lasciato aperta una fase di forte incertezza, con Washington impegnata a valutare le opzioni strategiche disponibili. Nel frattempo, l’Iran ha aumentato il livello delle proprie dichiarazioni, rivolgendosi anche agli alleati americani in Europa e nel Golfo attraverso una serie di avvertimenti.

L’attenzione sull’Italia e il ruolo delle basi americane

La possibilità di un allargamento della crisi ha portato attenzione anche sul ruolo dell’Italia, dopo le ipotesi relative alla sicurezza dei siti americani presenti in Europa. La scorsa settimana un piccolo drone aveva fatto scattare l’allarme nella base americana di Napoli, episodio inserito nel contesto delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Le valutazioni riportate richiamano anche l’ipotesi di una minaccia terroristica come possibile scenario, distinta da un attacco diretto alle strutture militari.

Il tema della sicurezza italiana si collega quindi alla presenza delle strutture statunitensi e alla posizione del Paese nella crisi tra Washington e Teheran. Le ricostruzioni sulle possibili mosse iraniane descrivono una fase nella quale le pressioni diplomatiche e militari si intrecciano con la diffusione di messaggi pubblici e informazioni non sempre verificabili. La Nato, intanto, mantiene alta l’attenzione sulle possibili evoluzioni della situazione mentre il conflitto resta fermo in una fase delicata.

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