L'occupazione italiana avanza nonostante la stasi del Pil
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Redazione Economia
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I dati Istat di fine ottobre 2025, che fotografano la situazione di settembre, restituiscono un'immagine dell'economia nazionale dai contorni contrastanti, dove la dinamica positiva del mercato del lavoro, che registra un incremento di 67mila occupati in un solo mese, si scontra con la sostanziale immobilità del prodotto interno lordo. Questo sviluppo, per quanto incoraggiante sul fronte occupazionale, delinea una crescita che non si estende uniformemente a tutti i settori, lasciando intravedere una complessità di fondo che va ben al di là dei semplici numeri. L'aumento, pari allo 0.3%, porta il totale delle persone al lavoro a 24 milioni e 221mila, un segnale di resilienza che, seppur positivo, non basta a trainare l'intero sistema economico.
La composizione della crescita
Analizzando la struttura di questo incremento, emerge con chiarezza come la spinta provenga in larga parte dalle assunzioni a tempo indeterminato, le quali hanno portato i dipendenti permanenti a toccare la cifra di 16 milioni e 551mila unità. A beneficiarne, in un quadro composito che vede stabilizzarsi la condizione degli uomini e degli autonomi, sono state principalmente le donne, mentre si è registrato un calo significativo tra i lavoratori con un contratto a termine, scesi a 2,466 milioni. La fascia d'età che va dai 35 ai 49 anni, forse per una maggiore volatilità o per transizioni professionali più lente, è l'unica a mostrare un segno negativo, un dato che arricchisce di ulteriori sfumature il panorama generale.
I tassi che raccontano il mercato
Il tasso di occupazione, salito al 62.7%, rappresenta l'indicatore più eloquente di questa tendenza positiva, sebbene la sua ascesa non sia avvenuta in solitudine. Parallelamente, infatti, il tasso di disoccupazione ha segnato un aumento, attestandosi al 6.1%, con un picco che tra i più giovani raggiunge il 20.6%. Questo apparente paradosso statistico, che vede salire sia gli occupati che i disoccupati, si spiega con il contemporaneo e marcato calo degli inattivi, scesi a un tasso del 33.1%, il che suggerisce che un numero consistente di persone precedentemente fuori dalle forze lavoro si stia ora affacciando sul mercato, cercando attivamente un'occupazione.
Il confronto sul lungo periodo
Guardando oltre il confronto mensile, l'andamento su base annua consolida ulteriormente il quadro di un mercato del lavoro in lenta ma costante ripresa, con un aumento di 176mila occupati rispetto a settembre dell'anno precedente, corrispondente a una crescita dello 0.7%. Tale performance, come sottolineato dalle analisi, appare in linea con le medie europee, indicando che il percorso italiano, pur con le sue peculiarità, non si discosta dalla traiettoria intrapresa da altri paesi del continente che stanno affrontando fasi economiche simili, caratterizzate da segnali contrastanti e da una ripresa non omogenea.




