Capaccio Paestum, giallo sulle dimissioni di Alfieri: Iannone chiede verifiche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Franco Alfieri, ex sindaco di Capaccio Paestum e presidente della Provincia di Salerno, ha ufficializzato le sue dimissioni dopo mesi di polemiche e indagini giudiziarie. Tuttavia, la sua uscita di scena non sembra aver chiuso definitivamente il capitolo, anzi, ha aperto un nuovo fronte di discussione. Il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, ha sollevato dubbi sulla validità delle dimissioni, annunciando un’interrogazione parlamentare per accertarne la regolarità. Secondo Iannone, infatti, le dimissioni non sarebbero state «validamente presentate», lasciando spazio a interpretazioni e incertezze che potrebbero avere ripercussioni politiche e amministrative.

La vicenda di Alfieri, che si è conclusa con il suo passo indietro dopo il rigetto di un’istanza in Cassazione, è stata segnata da un lungo braccio di ferro giudiziario. L’ex sindaco, coinvolto in un’inchiesta per corruzione legata agli appalti pubblici, è accusato di aver incassato 25mila euro da imprenditori della Dervit attraverso la società di famiglia, pilotando così l’assegnazione di lavori pubblici. Nonostante avesse inizialmente resistito alle pressioni, Alfieri ha deciso di dimettersi pochi giorni prima della sentenza del tribunale di Salerno, prevista per il 20 marzo, che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di incompatibilità territoriale avanzata dalla procura.

La decisione di Alfieri, però, non ha placato le tensioni politiche. Maria Antonietta Di Filippo, attuale sindaco facente funzioni, ha difeso l’operato della maggioranza, respingendo le accuse di immobilismo e sottolineando l’impegno profuso negli ultimi mesi. «Abbiamo lavorato senza sosta», ha dichiarato, cercando di ridimensionare le critiche che hanno accompagnato la gestione dell’amministrazione durante il periodo di sospensione di Alfieri.

Ora, il Comune di Capaccio Paestum si trova in una fase di transizione, con l’arrivo imminente di un commissario che dovrà gestire l’ordinaria amministrazione in attesa di nuove elezioni. Tuttavia, il giallo sulle dimissioni di Alfieri rischia di complicare ulteriormente il quadro. Se le dimissioni non fossero ritenute valide, si potrebbe aprire uno scenario inedito, con la possibilità di un ritorno al voto già in primavera, anziché nel 2026 come inizialmente previsto.

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