Alfieri, nuovo arresto: le carte sull'ex big Pd finiscono alla Commissione Antimafia
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Redazione Interno
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Un nuovo terremoto giudiziario scuote la sinistra campana, con Franco Alfieri, ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno, tra i dieci destinatari delle misure cautelari eseguite dalla Dia. Storico braccio destro del governatore uscente Vincenzo De Luca, Alfieri non è nuovo a indagini, mentre la Commissione Antimafia, guidata da Chiara Colosimo, ha già richiesto gli atti dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Salerno.
Le accuse, che restano da dimostrare in sede processuale, dipingono un quadro complesso. Secondo gli investigatori, nel 2023 Roberto Squecco, imprenditore già condannato per associazione mafiosa, avrebbe assoldato due pregiudicati di Baronissi per attentare alla vita di Alfieri. Il movente? Una vendetta politica: l’ex sindaco, che Squecco sosteneva di aver "fatto eleggere", aveva rotto gli accordi e fatto demolire il lido Kennedy, di proprietà dell’uomo legato ai clan. Il piano, studiato nei dettagli, prevedeva il posizionamento di un ordigno nell’auto di Alfieri, di cui i presunti esecutori conoscevano perfino gli orari, come la sosta abituale alle 7:30 al distributore.
Il nome di Alfieri è legato a doppio filo a quello di De Luca, di cui è stato consulente per l’Agricoltura e capo della segreteria. Nel 2016, durante la campagna contro il referendum costituzionale di Renzi, lo stesso governatore lo aveva ironicamente esortato a «offrire fritture di pesce» per convincere gli elettori. Un’affermazione che, se all’epoca aveva sollevato polemiche, oggi torna alla luce in un contesto ben più oscuro.
L’inchiesta "Sistema Cilento" ricostruisce una trama di rapporti opachi, dove politica e criminalità sembrano intrecciarsi. Se da un lato Squecco si vantava di aver "fatto eleggere" Alfieri, dall’altro l’ex sindaco, una volta rotto il legame, avrebbe subito minacce sempre più esplicite. «Posso fare la guerra», avrebbe dichiarato l’imprenditore, deciso a costringerlo a presentarsi «in ginocchio».




