Patuelli (Abi) avverte: "Dazi e protezionismo rischiano di trascinare l'economia nella recessione"
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Redazione Interno
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Mentre Donald Trump conferma l’invio di una lettera all’Unione Europea per imporre nuovi dazi, dopo aver già colpito il Canada con aliquote del 35%, il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana Antonio Patuelli lancia un allarme chiaro: «Disinnescare il protezionismo è essenziale per evitare ripercussioni sui mercati e una nuova recessione». Parole pronunciate durante l’assemblea annuale dell’Abi a Milano, dove Patuelli ha sottolineato come un’escalation di barriere commerciali potrebbe innescare un circolo vizioso. «Se si sviluppassero guerre commerciali», ha spiegato, «i mercati ne soffrirebbero, aumenterebbero le incertezze per le imprese, i crediti si deteriorerebbero e le banche pagherebbero il conto».
Trump, da parte sua, non sembra intenzionato a fare marcia indietro. Oltre alle misure già annunciate, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di voler estendere dazi tra il 15% e il 20% alla «maggior parte dei partner commerciali», inclusi quelli finora risparmiati. Una mossa che rischia di destabilizzare ulteriormente un sistema finanziario internazionale già in fibrillazione, come evidenziato dal governatore di Bankitalia Fabio Panetta nel suo intervento.
Proprio Panetta ha tracciato un quadro in cui l’instabilità del dollaro, tradizionale pilastro degli scambi globali, potrebbe aprire spazi per l’Europa. «Superare la frammentazione dei mercati dei capitali», ha osservato, «è un’opportunità per rafforzare il sistema finanziario continentale». Senza dimenticare il ruolo della tecnologia, definita «leva strategica» per il settore bancario: investimenti in digitalizzazione e intelligenza artificiale migliorano efficienza e gestione del rischio, ma, ha ricordato Panetta, «il capitale umano resta centrale».




