Carburante aereo, l'Europa rischia un deficit di 510mila barili al giorno: cosa cambia per i voli

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Europa si appresta a chiudere l'anno con un nuovo fronte di pressione sui costi del trasporto aereo. Secondo le stime della società di consulenza Energy Aspects, il continente potrebbe registrare nell'ultimo trimestre un deficit di carburante per aerei pari a 510mila barili al giorno.

Non significa che gli aeroporti siano destinati a rimanere a secco: il divario può essere coperto dalle importazioni, ma acquistare cherosene da fornitori sempre più lontani espone il comparto a trasporti più onerosi, tempi di consegna più lunghi e nuove potenziali interruzioni della catena logistica.

Perché l'Europa è diventata vulnerabile

Il nodo è geopolitico. Il conflitto in Iran ha tagliato circa la metà delle tradizionali importazioni europee di jet fuel dal Medio Oriente, costringendo il continente a cercare alternative in Stati Uniti, Canada, Nigeria e, più di recente, Corea del Sud. A settembre le consegne sudcoreane hanno raggiunto circa 129mila barili al giorno, il livello più alto dall'ottobre 2022. Il problema, però, non riguarda soltanto i flussi in arrivo.

Nel polo di Amsterdam-Rotterdam-Anversa, il riferimento europeo per raffinazione e stoccaggio, le scorte indipendenti sono scese ai minimi da sette anni.

Il prezzo del cherosene vola sopra i 200 dollari

L'impatto sui prezzi è già visibile. La scorsa settimana il prezzo medio europeo del carburante per aerei ha toccato i 207,56 dollari al barile, il livello più alto tra tutte le regioni e in crescita del 27,8% rispetto alla media del mese precedente, secondo il monitoraggio della Iata. Si tratta di una stima dei prezzi di raffineria a livello regionale, che non riflette necessariamente le tariffe effettivamente pagate dalle singole compagnie.

Il rincaro nasce dalla combinazione tra prezzi del greggio elevati e margini di raffinazione in allargamento, ossia la differenza tra il costo del petrolio greggio e il prezzo del prodotto finito.

Quanto pesa il carburante sui bilanci delle compagnie

Il jet fuel assorbe ormai quasi un terzo dei costi operativi delle compagnie aeree. L'analisi della Iata sull'impatto dei prezzi energetici indica che nel 2026 il carburante dovrebbe rappresentare il 31,4% dei costi operativi del settore, contro il 25,4% dell'anno precedente, con una spesa complessiva che potrebbe raggiungere i 350 miliardi di dollari.

A determinare chi resisterà meglio non è tanto la distinzione tra vettori tradizionali e low cost, quanto piuttosto il grado di copertura finanziaria già stipulata, la liquidità disponibile, la redditività delle rotte e la capacità di trasferire il rincaro sui biglietti senza perdere passeggeri.

La strategia di Ryanair e le previsioni di O'Leary

Sul fronte delle compagnie, Michael O'Leary, amministratore delegato del gruppo Ryanair, ha dichiarato che la sua compagnia non introdurrà un supplemento carburante nonostante l'aumento dei prezzi del cherosene. Secondo il manager irlandese, la maggiorazione potrebbe invece essere applicata da altri vettori concorrenti non in grado di compensare i rincari.

O'Leary ha anche osservato che la maggior parte delle compagnie era ben coperta dalle fluttuazioni dei prezzi fino all'estate 2026, ma che i contratti di copertura stanno per scadere e nessuno sarà in grado di assorbire i nuovi livelli di costo l'anno prossimo, con il rischio che il rincaro venga trasferito ai passeggeri attraverso tariffe più alte.

Il quadro dei rifornimenti e la conferenza di Bruxelles

Sul piano degli approvvigionamenti, quasi 900mila tonnellate di carburante per aerei provenienti dall'Asia sono previste in arrivo in Europa nei prossimi mesi, secondo la società di analisi Kpler, un flusso che dovrebbe ridurre il rischio di carenze fisiche diffuse. Il calo stagionale della domanda, che in Europa inizia a farsi sentire da novembre, contribuirà a ridurre la pressione, ma non eliminerà quella sui prezzi.

In questo contesto, la Iata ha annunciato che Toshiyuki Onuma, presidente del consiglio dell'Icao, interverrà il 15 ottobre a Bruxelles al "Wings of Change Europe", la principale conferenza europea sull'aeropolitica. Thomas Reynaert, vicepresidente senior per gli affari esterni della Iata, ha dichiarato che i posti di lavoro, la crescita e la prosperità generati dall'aviazione in tutta l'economia sono minacciati da una regolamentazione onerosa e da costi elevati.

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