Perché Israele non sta invadendo Gaza: il nodo degli ostaggi e dei riservisti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   E adesso che fare: lanciare l’invasione di terra, oppure continuare coi bombardamenti, limitandosi a piccoli blitz delle truppe speciali per cercare di liberare gli ostaggi? Da almeno due giorni i comandi israeliani lasciano trapelare dubbi e incertezze per quella che appena dopo il massacro del 7 ottobre sembrava dover essere a breve la guerra di tutte le guerre per eliminare una volta per tutte gli apparati militari e politici di Hamas a Gaza.

Il presidente degli Stati Uniti spiega che il presidente egiziano Al Sisi consentirà ai mezzi umanitari di entrare a Gaza a partire dai prossimi giorni, fino a 20 camion di aiuti umanitari. Poi sull'attacco di Hamas dice a Netanyahu: "La vostra rabbia per l'attacco del 7 ottobre è la nostra dopo l'11 settembre, ma non fate i nostri stessi errori". Da Biden anche 100 milioni di dollari di nuovi finanziamenti statunitensi per l'assistenza umanitaria sia a Gaza che in Cisgiordania.

E’ di 500 arresti, fra cui circa venti rabbini, il bilancio della manifestazione al Congresso americano per chiedere il cessate il fuoco a Gaza. La protesta è stata organizzata da due organizzazioni ebraiche che si battono per la liberazione dei palestinesi. Gli attivisti sventolano cartelli con gli slogan ’Ceasefire now’, cessate il fuoco ora.

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