Israele intensifica l’offensiva su Gaza City tra bombardamenti e richiami di riservisti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le forze israeliane, nel quadro di un’operazione militare su vasta scala, stanno avanzando verso il centro di Gaza City, dove i bombardamenti hanno provocato, nelle ultime ore, il crollo di un ulteriore grattacielo nel quartiere di Tel al-Hawa. L’episodio, che segue le dinamiche ormai consolidate in questo conflitto, è stato preceduto dall’ordine di evacuazione – diramato dall’esercito israeliano – per tutte le persone presenti sia dentro l’edificio sia nelle sue immediate vicinanze; una procedura, questa, che Tel Aviv dichiara di adottare per limitare le vittime civili.

Parallelamente all’intensificarsi delle operazioni aeree e di terra, il governo israeliano sta affrontando la necessità di rinforzare il proprio schieramento militare. Per far fronte a un percepito calo nelle adesioni, è stato infatti avviato un piano di richiamo per circa 60.000 riservisti, ai quali vengono offerti incentivi economici significativi per convincerli a tornare in servizio. A ciascuno di loro, infatti, vengono promesse carte prepagate del valore fino a 1.500 dollari, oltre a buoni vacanza e bonus che possono ammontare a decine di migliaia di dollari.

La fase che precede l’avanzata vera e propria viene scandita, ormai da giorni, dal lancio di volantini di evacuazione sui quartieri centrali di Gaza City. Questi messaggi, diffusi dall’Aeronautica militare israeliana, esortano la popolazione a spostarsi verso sud, in direzione delle aree che Tel Aviv definisce “più sicure”, annunciando al contempo un’imminente operazione mirata a “individuare e neutralizzare” i combattenti di Hamas presenti nella zona.

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