La Fiorentina batte il Watford in amichevole, decide il solito Piccoli. Emozione per il ritorno di Bove

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ha vinto la Fiorentina al Vicarage Road Stadium, nel corso di un'amichevole che per la squadra viola rappresentava il secondo appuntamento della tournée inglese e che, di fatto, è stata la partita di Edoardo Bove. Il centrocampista, schierato da titolare e capitano dal tecnico Alessio Dionisi, ha affrontato la sua ex squadra per la prima volta da avversario, regalando una serata dal forte valore simbolico a distanza di quasi due anni dal grave malore che lo ha colpito il 1° dicembre 2024 durante Fiorentina-Inter.

All'interno del tunnel degli spogliatoi e poi sul prato, prima del fischio d'inizio, gli abbracci con i vecchi compagni e lo staff sono stati il preludio a un match che i gigliati hanno approcciato con sofferenza ma chiuso con un successo di misura, il primo in terra inglese dopo il ko contro il QPR.

Un primo tempo di sofferenza e il lampo di Piccoli

L'avvio della Fiorentina è stato tutt'altro che semplice, anche perché il Watford, come spesso accade in questi casi, ha dimostrato di avere un passo più lungo in termini di condizione atletica. La formazione di casa ha premuto sull'acceleratore fin dai primi minuti, mettendo in difficoltà la retroguardia viola con un pressing alto e aggressivo. Al 5' è stato Maamma a impegnare De Gea con un tiro a giro, mentre due minuti più tardi è arrivata la prima grande emozione della serata: Bove, dal limite, ha chiamato il portiere spagnolo a un intervento decisivo.

Al 13' il Watford ha sfiorato il vantaggio con Bola, il cui mancino potente si è stampato sulla traversa. La Fiorentina, in questa fase, ha faticato a costruire gioco e il primo tiro nello specchio è arrivato solo al 23' con una conclusione dalla distanza di Arthur Atta, bloccata senza troppi patemi da Bachmann.

A spezzare l'equilibrio, e a cambiare il volto della partita, è stato però Roberto Piccoli al 38': la rete nasce da un'azione in ripartenza, con Ndour che cerca l'imbucata per Dodo, ma la palla viene sporcata da un difensore e finisce direttamente sui piedi dell'attaccante che, senza pensarci due volte, ha scaraventato un destro tremendo dai 25 metri che si è infilato nell'angolo basso, dove Bachmann non è potuto arrivare.

Il modulo sperimentale e le scelte di Grosso

La partita ha offerto spunti interessanti anche dal punto di vista tattico, perché Fabio Grosso, orfano di Moise Kean e Alex Jimenez, ha deciso di cambiare pelle. L'assenza di Kean, gestito per un lavoro specifico e atteso in campo contro il Real Madrid, e il forfait di Jimenez per un leggero stato influenzale hanno spinto il tecnico a sperimentare un modulo senza esterni offensivi di ruolo.

La Fiorentina è scesa in campo con un 4-3-1-2 o, a seconda delle fasi di gioco, un 4-3-2-1 molto dinamico: alle spalle dell'unica punta Piccoli agivano Atta e Gudmundsson, con il primo libero di spaziare e andare a creare superiorità numerica in mezzo al campo. A centrocampo, il trio composto da Ndour, Fagioli e Mandragora ha garantito fisicità e palleggio, cercando di arginare la maggiore verve atletica degli avversari.

Anche se il lavoro è ancora in fase di rodaggio, le indicazioni sulla duttilità del gruppo sono state positive, con Atta che sta confermando di essere un elemento sempre più centrale nel disegno tattico di Grosso.

L'infortunio di Brescianini e la girandola di cambi

La ripresa è iniziata con una nota negativa per i viola, perché Marco Brescianini, impiegato come terzino sinistro adattato, è uscito al 48' per un problema alla caviglia destra, probabilmente una leggera distorsione. Al suo posto è entrato Viery, con Ranieri che si è spostato sulla fascia sinistra. Dopo un iniziale periodo di equilibrio, Piccoli ha avuto la chance per il bis al 53', ma il suo destro centrale non è risultato abbastanza potente e il portiere ha bloccato in due tempi.

Con lo scoccare dell'ora di gioco, Grosso ha dato il via a una girandola di sostituzioni, inserendo Christensen per De Gea, e poi via via tutti i giovani della panchina. Nella parte finale del match, Oulai ha fatto capolino in campo a cinque minuti dal termine e, stando alle indicazioni, sarà lui il titolare sabato contro il Real Madrid, un'ulteriore dimostrazione di come il tecnico intenda utilizzare queste amichevoli anche per testare le seconde linee e dare minuti a chi finora ne ha avuti pochi.

Il finale di partita è stato più equilibrato, con i padroni di casa che hanno provato a impensierire Christensen con un tiro ravvicinato di Chikovani, ma il portiere viola è stato attento a bloccare in due tempi.

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