Netanyahu dopo il raid a Doha: "Finita l'immunità per i terroristi"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, intervenuto all'evento per la Giornata dell’indipendenza americana organizzato dall’ambasciata degli Stati Uniti – inizialmente rinviato a causa del recente conflitto con l’Iran – ha dichiarato senza mezzi termini che «sono finiti i giorni in cui i leader terroristi godevano dell'immunità ovunque». Rivolgendosi, seppur indirettamente, ai suoi avversari, ha aggiunto con fermezza che «i nostri nemici devono sapere una cosa: dalla fondazione dello Stato di Israele, il sangue ebraico non è a buon mercato».
Queste parole, cariche di significato politico e simbolico, giungono a poche ore dall’operazione militare condotta dall’Idf contro alcuni esponenti di alto rango di Hamas rifugiati a Doha, in Qatar. L’attacco, definito «mirato» dal ministro della Difesa Israel Katz, è stato presentato dalle autorità israeliane come una risposta diretta all’assalto terroristico del giorno precedente a Gerusalemme, nel quale hanno perso la vita sei persone.
La reazione della comunità internazionale non si è fatta attendere. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha condannato senza riserve l’azione, definendola una «flagrante violazione della sovranità» del Qatar, nazione che tradizionalmente funge da mediatrice nella regione. Una presa di posizione netta che riflette il malcontento per un’operazione compiuta sul suolo di uno stato sovrano.




