Pezeshkian apre agli ispettori Onu: l'Iran è disposto a riprendere le ispezioni nucleari

Pezeshkian apre agli ispettori Onu: l'Iran è disposto a riprendere le ispezioni nucleari
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran è pronta a consentire il ritorno degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica nei propri siti nucleari, aprendo uno spiraglio in un negoziato finora bloccato. La cooperazione con l'Aiea era stata sospesa nel luglio 2025, dopo gli attacchi aerei israeliani e americani contro i principali impianti nucleari iraniani, che avevano reso impraticabile ogni verifica sul campo.

Gli impianti colpiti e il nodo delle ispezioni

Da allora gli ispettori non hanno più potuto accedere a Fordow, Natanz e Isfahan, siti che secondo l'Aiea contenevano materiale nucleare dichiarato prima degli attacchi. Il direttore generale dell'agenzia, Rafael Grossi, ha riferito che la continuità delle conoscenze sulle scorte iraniane di uranio altamente arricchito è andata perduta e che la verifica dell'inventario dichiarato è ormai ampiamente in ritardo.

L'Iran ha sempre sostenuto che il proprio programma nucleare ha finalità esclusivamente pacifiche, una posizione che Pezeshkian ha ribadito anche nel suo intervento all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

La richiesta di garanzie e il contesto negoziale

La ripresa delle ispezioni non è tuttavia automatica. Teheran ha legato la propria disponibilità a condizioni precise, tra cui garanzie di sicurezza e il riconoscimento del diritto all'arricchimento per scopi civili. I negoziati indiretti con Washington, mediati dall'Oman, si sono svolti a più riprese tra Ginevra e Mascate, con una fase tecnica prevista a Vienna. Le distanze restano notevoli: gli Stati Uniti hanno chiesto una sospensione pluriennale dell'arriccamento, mentre l'Iran ha proposto una finestra temporale ridotta, riscontrando il rifiuto della controparte americana.

Le accuse incrociate e il quadro delle sanzioni

Nel suo discorso all'Onu Pezeshkian ha attaccato duramente Washington e Israele, sostenendo che la bomba atomica si trova in Israele mentre gli ispettori sono schierati in Iran, e definendo una tragedia il fatto che Teheran venga sanzionata mentre altri restano impuniti. Il presidente iraniano ha anche affermato che il suo Paese non ha mai iniziato una guerra negli ultimi duecento anni e che intende difendersi senza chiedere permesso a nessuno.

Il quadro sanzionatorio internazionale resta in vigore, con le misure Onu reintrodotte dai paesi europei e l'accordo del 2015 ormai scaduto senza un'intesa sostitutiva.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.